Mark Zuckerberg

Processo Mark Zuckerberg: Facebook diventerà a pagamento

L’attesissimo processo a Mark Zuckerberg, il colosso che ha ideato Facebook e che (forse perché era poco) si è impadronito anche di Instagram e Whatsapp, ha avuto luogo oggi davanti alle commissioni del Senato americano. Mark Zuckerberg – completo blu, camicia bianca e cravatta azzurra – è apparso piuttosto provato. Nessuna giustificazione per il fondatore della piattaforma, che mette subito le mani in alto. Il processo è stato seguito per direttissima a livello mondiale.

Il mea culpa di Zuckerberg

Il fondatore di Facebook non ha cercato scuse a cui appellarsi. “Ho sbagliato e chiedo scusa”, sono state le sue testuali parole di fronte a alla gelida commissione del Senato. La comprensione non ha fatto da padrona. Il repubblicano John Thune lo ha definito l’incarnazione del sogno americano, e ha espresso il timore che questo sogno diventi un incubo per la privacy. Il democratico Bill Nelson ha lanciato un monito: “Ci aspettiamo che si rimedi a questa situazione, se non agisce Facebook, lo dovrà fare il Congresso”.

Zuckerberg: “Da adesso garantiremo il massimo rigore”

Dopo aver riconosciuto in pieno il suo errore e la lentezza del gruppo dirigente a reagire alle interferenze dei russi nelle presidenziali americane del 2016 e in altre elezioni, il fondatore di Facebook ha spiegato chiaramente come ormai sia tempo di agire e di garantire il massimo rigore. “Diventeremo poliziotti del sistema che ci ruota intorno” ha dichiarato. “Stiamo verificando la natura di migliaia di account”.

Facebook potrebbe diventare a pagamento?

Uno degli assiomi della super piattaforma è da sempre la garanzia che facebook è gratis e lo sarà sempre, a riprova del fatto che il prodotto siamo noi, gli utenti. Tuttavia alla domanda diretta del senatore Hatch, “Aveva detto che Facebook sarebbe sempre stato gratuito. È ancora questo il suo obiettivo?”, il fondatore della piattaforma da due miliardi di utenti attivi lo ha confermato senza esitazione: una versione gratis di facebook esisterà sempre. Ma ha lasciato intendere di non escludere l’idea di aggiungerne una a pagamento. L’idea è lasciare la versione free, con pubblicità, e crearne una premium, dove a fronte del pagamento di un abbonamento si ottiene una tutela ufficiale della propria privacy.

Il corpo grida “ curvy ! “

Da qualche tempo sta avvenendo una grande e poco silenziosa rivoluzione.Stiamo parlando della battaglia del corpo che grida “ curvy ! “

Se si parla di aspetto fisico non si può non pensare ad uno dei più potenti mezzi di comunicazione odierni : la moda. E’ dall’unione di questi due fattori, corpo e moda, che prende vita la lotta di molte donne curvy. In una società che ci vuole sempre più magri,atletici e stereotipati molte modelle e influencer plus size hanno cominciato a trasmettere un’immagine positiva di qualunque tipo di corpo. Prima tra tutte la modella statunitense Ashley Graham, che lo scorso maggio ha pubblicato la sua prima autobiografia intitolata ” A New Model, what confidence, beauty and power really look like.” Scritta a quattro mani con la scrittrice Rebecca Paley, l’autobiografia della giovane modella ci racconta che avere qualche chilo in più non è cosa semplice, anche se il mondo ti chiama «curvy» ma che con un po’ di buon senso,determinazione e un pizzico di autostima si possono abbattere molti preconcetti e sentirsi bene con se stessi. Il desiderio di essere accettati per quello che si è, non è cosa sessista e ce lo dimostra Ryan Dziadul,publicist di New York, 35 anni, uomo curvy. Può suonar strano sentirlo dire di un uomo, ma Ryan è plus size, e ha iniziato anche lui una battaglia di civiltà a partire dal suo profilo Instagram. Rayan vuole che la moda maschile si accorga degli uomini dalle taglie forti come quella femminile ha fatto da tempo. Stanno abbattendo uno a uno gli stereotipi sulla bellezza, le donne, e le idee ormai radicali della concezione corporale.

“Perché la stessa cosa non succede per gli uomini?”, si chiede Ryan. All’incirca un anno e mezzo fa, Ryan si accorge di come ,soprattutto sui social, ci siano pochissimi uomini che sostengono un pensiero body positive. “Ho lavorato per 10 anni nella moda”, racconta Ryan, “e ho notato come ci fosse un movimento femminile che cominciava a mostrare corpi non magri, felici, con uno stile invidiabile. Per gli uomini, invece, niente”.”Prima di decidermi a fare qualcosa”, continua Ryan, “mi vergognavo anche a dire la mia taglia nei negozi”. Ryan infatti si definisce “un uomo XXL in un mondo slim fit”. Poi però qualcosa è cambiato. ”Voglio dare una mano ad accettarsi a tutti gli uomini taglie forti come me”, dice Ryan, “è un processo lento, io ci ho messo un anno e mezzo, ma con l’aiuto della moda e dei look giusti, ho imparato ad accettarmi per come sono”.

Ryan Dziadul, Ashley Graham e molti altri personaggi noti e non, hanno davvero trovato la chiave di successo per sentirsi liberi dai pregiudizi e sicuri di se stessi,lo hanno fatto per loro stessi ma anche per tutti noi. Essere positivi ed imparare ad amarsi ci renderà desiderati e desiderabili, non nascondiamoci dietro a false maschere

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