Chi mi ama (invidia), mi segua.

AAA cercasi lavoro ben retribuito.                                 Tra sogni e like: il mercato dei social alla fiera dell’est.

E infine il Signore, sull’angelo della morte, sul macellaio
Che uccise il toro, che bevve l’acqua, che spense il fuoco
Che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto
Che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò”

Si canta da bambini, la si dimentica da giovani, ma certe canzoni, come i grandi amori
fanno giri immensi
e poi ritornano.
Il Branduardi è tornato sul pezzo, sulla colonna sonora della mia vita per caso: un must della mia infanzia a rispondere ai miei “perché” della giovinezza.
Da piccola volevo essere una regina perché, chiaro, una regina è più importante di una principessa.
Alla fiera dell’est volevo essere il Signore perché , chiaro, è lui la star della fiera.
E adesso?
Vorrei diventare qualcuno di importante, qualcuno che lasci il segno.
Ho pensato di diventare medico. Studio tutta l’estate per il test, se sono fortunata lo passo. Sei anni di studio matto e disperatissimo, tirocinio e bla bla bla… Per fare il lavoro più bello del mondo:
far nascere, salvare, curare vite!
Statistica MEF ricavata dagli studi di settore del 2015. Stipendio medio di un medico : 2000 / 3000 euro mensili. 4500 euro se primario.
Sono una ragazzo fortunato perché mi hanno regalato un sogno,
sono fortunato…

Ma mi sa che lo cambio!
Ho pensato di diventare insegnante.
Non farò nascere bambini, ma coltivo idee, alimento passioni, educo una nazione!
Che onere e che onore! Un lavoro di tutto rispetto!
Si, d’accordo ma poi… Dopo 35 anni di servizio riuscirò a guadagnare circa 2742 euro mensili.
Un numero nettamente inferiore al numero di ragazzi che ho conosciuto, alle ore passate a scuola, alla somma di tutti i voti che ho messo!
Non si sceglie il lavoro per i soldi. Si fa per passione.
E la passione si sa, costa fatica.
Una fatica che poi regalerà tante soddisfazioni e ci farà acquisire uno status:
il miracolo degli ospedali, la regina del teorema di Pitagora!
Chi bella vuol apparire un poco deve soffrire.

Medici e insegnanti lo sanno bene quando guardano i risultati proposti dal Daily Telegraph riguardo gli stipendi degli influencer più quotati:
La regina è Huda Kattan con ben 18000 dollari per post.
Poi c’è il Signore Cameron Dallas con niente meno che 17000 dollari per post.
La principessa di “The Blonde Salad” non è nella top ten, 12000 dollari per post… Ahi ahi!
I dati sugli stipendi degli influencer sono da capogiro.
Quelli di medici e insegnanti da voltastomaco.
Sia la testa che lo stomaco si curano con il medico, però!
Ognuno ha ciò che si merita.
Siamo noi a decidere i “re e le regine”della nostra società.
Pensiamoci.
Quando mettiamo un like, seguiamo qualcuno di importante stiamo legittimando un modello di società dove non si è re perché si cura un cancro, si è re perché si hanno tanti “mi piace”.
…. I “mi piace” vengono dalla pancia, ma il mal di pancia non si cura con la Ferragni.
Il modello a rete, dei social, sembra quasi un modello “flat,”piano. Apparentemente siamo nello stesso piano dell’inventore… liberi di “likare” a destra e a manca .
Un modello totalmente altro rispetto al modello tradizionale gerarchico dove si entra per gradi: più si sale di grado, più  si acquisisce potere: non si è bravi chirurghi dall’oggi al domani! Nel meccanismo dei social, in una struttura a rete non conta più chi è sopra e chi è sotto. Non si riconosce più uno “status”.
In un modello non gerarchico, posso parlare di diritti?

È Paolo Sommaggio,  professore associato della facoltà di giurisprudenza dell’università degli studi di Trento ad approfondire questo tema.

“Mentre in una struttura gerarchica la società mi riconosce uno status a cui si ricollegano una serie di prerogative. In una network society cos’ho?
Qual è la misura della mia importanza?
Non vi è più una relazione tra sopra e sotto, non è uno status, ma un “moto”.
Più relazioni ho, più mi caratterizzo in un determinato modo, più sono importante.
A seconda del numero di relazioni, della frequenza, dell’aumentare di numeri di followers si diventa più importante di un altro. Non vi è più una valutazione gerarchica, è solo il numero (quantificazione spicciola) a determinare l’importanza.
Non è più il posizionamento in una scala.
Sono importante perché piaccio, perché sono di moda, perché faccio tendenza!”.
Qual è il merito di un soggetto che non ha alcun merito?
Il merito è quello di “essere seguito”.
Sta sulla capacità di attrarre e far seguire.
Tu chiamale se vuoi, emozioni.

Social Network

Occhio non vede, Social Network te lo dice

Viviamo in una società in cui anche l’ impossibile diventa possibile. Ebbene si,per quanto assurdo possa sembrare,al giorno d’ oggi, basta accedere un pc per essere aggiornati riguardo la vita di altre persone che vivono lontane da noi, il tutto grazie ai social network,i quali come tutte le cose,posseggono lati positivi e negativi che sembrano emergere sempre più. Da recenti studi,infatti si evince che l’ uso frequente dei social comporti non pochi problemi o addirittura dipendenze paragonabili a quelle da alcol o droga. Non è facile diagnosticare ad una persona un disturbo causato dal frequente utilizzo dei social,perché non vi sono sintomi i quali permettono di riconoscerlo, ma lo si può evincere. Basta osservare quanta poca importanza si conferisca al relazionarsi con gli altri. Basta pensare si preferisca parlare con una persona separati da uno schermo e non davanti ad un buon caffè,guardandosi negli occhi. E quando ci si ritrova l’ uno accanto all’ altro,cosa accade? Nulla. Il silenzio finisce per essere il protagonista,perché non si ha niente da dirsi,il social ha già rivelato più del dovuto. È evidente che questi ultimi abbiano reso la società in cui viviamo definibile “società dell’occhio non vede,social te lo dice. O forse,sarebbe meglio dire,l’ abbiano resa “social dipendente”. Infatti,si sente il bisogno di condividere con il mondo ogni istante della vita,come se ciò servisse a far sentire forti e a far nascondere le debolezze,violando la privacy. La dipendenza da social network è diventata una vera e propria emergenza alla quale far fronte. Occorre far comprendere,soprattutto agli adolescenti,che i social siano un qualcosa di positivo solo se utilizzati correttamente,ossia evitando di condividervi vari aspetti di vita quotidiana e conferendo più spazio alle chiacchierate guardando l’ altra persona negli occhi,perché questa è la vita vera,queste sono le vere relazioni.

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