Raid dei Casamonica. Non vengono serviti per primi: distruggono il bar e picchiano una disabile

È stata una Pasqua di sangue per il bar nella periferia sud- est della capitale. Lo scorso 1°aprile è stata consumata un’aggressione di violenza efferata. Due esponenti del clan dei Casamonica sono entrati nel locale, hanno preso a bottigliate il barista e frustato una cliente disabile perché non erano stati serviti per primi.

Nel bar, sito in uno dei quartieri “militarizzati” dal clan di origini sinte, erano entrati Alfredo Di Silvio e Antonio Casamonica per comprare le sigarette. I due, non essendo stati serviti per primi, hanno scatenato il panico. Prima picchiano una cliente disabile perché aveva osato ribellarsi: “se non vi piace questo bar, andate altrove”, sono state le parole della donna, ignara certamente di chi aveva di fronte. Per tutta risposta i due malavitosi le hanno prima strappato gli occhiali, per poi spingerla e frustarla con una cinghia. “Se chiami la polizia ti ammazziamo” le avrebbero intimato.

Mezz’ora dopo essersene andati, Alfredo Di Silvio rientra accompagnato dal fratello Vincenzo ed è di nuovo violenza. Tavoli rovesciati, vetri rotti e il proprietario, un uomo romeno di 39 anni, viene picchiato a sangue. La denuncia della donna è arrivata solo alcune ore dopo, seguita da quella del gestore. La prima ha riportato 30 giorni di prognosi, il secondo 8.

Stefano Fassina, deputato LeU, ha dichiarato: “Stamattina, un quotidiano nazionale, riporta una storia agghiacciante avvenuta la domenica di Pasqua. Secondo la ricostruzione, due uomini appartenenti alle famiglie Casamonica e Di Silvio colpiscono a cinghiate una donna disabile e poi il barista di un bar a Via Barzilai, zona La Romanina, colpevoli entrambi di non avergli riconosciuto il rispetto dovuto sul “loro” territorio. La ricostruzione riporta anche minacce di morte sia alla donna e al barista picchiati, sia ai proprietari del bar in caso di conferma della denuncia dei fatti accaduti. Presentiamo oggi stesso una interrogazione urgente al Ministro dell’Interno per conoscere quanto avvento domenica primo Aprile al bar di via Barzilai e eventualmente quali misure intende prendere per garantire il primato della legge e dello Stato”.

 

La giornata delle reti bianche e del flash juventino

Milan-Napoli

Una partita a reti bianche, non l’unica di questa giornata. Casualità o sintomo del fatto che la palla pesa di più nelle ultime giornate? Più la seconda ipotesi della prima, probabilmente. Quello tra Milan e Napoli è un match equilibrato e abbastanza divertente, anche se non regala nessun gol. Le squadre giocano in maniera simile: costruiscono da dietro senza mai buttare via la palla, pressano e corrono molto. Il Napoli lo fa con più qualità e, a differenza del Milan, è più abituato a cercare costantemente la vittoria. Da sottolineare è una clamorosa parata di Donnarumma che nega la vittoria al Napoli nel finale. È chiaro che Milik, in questo momento, rappresenta una variante molto importante per il Napoli per essere pericoloso in area di rigore. Mertens non è in un periodo fantastico e le altre squadre hanno anche capito come affrontare l’attacco della formazione di Sarri. Uno stop che pesa molto perché il distacco dalla Juventus diventa di sei punti.

Juventus-Sampdoria

Serviva una reazione di rabbia. Ma una rabbia lucida, come l’aveva definita Allegri. Bisognava scaricare tutta la frustrazione che derivava da una delusione ingiusta e non meritata come quella di Madrid. La Juventus ha faticato all’inizio, balbettando a tratti e trovando il vantaggio solo alla fine del primo tempo. Nella ripresa ha dilagato. Una cosa è certa: Douglas Costa è stato il miglior acquisto di quest’anno. Completamente incontenibile, sia quando gioca a destra, sia quando gioca a sinistra. Un giocatore europeo e moderno che spacca le difese. È il migliore in campo, protagonista in tutti e tre i gol della Juventus con tre assist. La Samp ci ha provato, mettendo in campo il suo solito gioco, ma alla fine si è dovuta arrendere, come la gran parte delle squadre che giocano a Torino contro questa Juve. Importantissima vittoria e allungo sul Napoli. Vantaggio prezioso prima di un ciclo finale di partite che non comprende solo lo scontro diretto, ma anche le trasferte contro Inter e Roma.

 

Lazio-Roma

Magari questa volta l’attesa del derby è stata vissuta in maniera diversa dai tifosi della Roma, ancora increduli e meravigliati dell’impresa contro il Barcellona. Ma alla fine un derby è sempre un derby, specialmente a Roma, quando si gioca nella capitale. Anche nel posticipo domenicale, questa si conferma la giornata delle reti bianche. È uno dei più classici Lazio-Roma. Tanta energia, tanti falli fischiati da Mazzoleni e gioco molto spezzettato. Un pareggio piuttosto prevedibile nel quale le emozioni si concentrano soprattutto nel finale, quando la Lazio rimane in dieci per l’espulsione di Radu. Le occasioni più clamorose le hanno i giallorossi, con due pali colpiti. Anche i biancocelesti però ogni tanto si rendono pericolosi, nonostante l’inferiorità numerica. Un risultato nel complesso giusto che tiene ancora molto aperta ed incerta la lotta per il terzo e il quarto posto.

ROMA: L´ISIS RECLUTA UOMINI NEL CARCERE DI REBIBBIA. PERQUISIZIONI E SEQUESTRI IN TUTTO IL LAZIO.

Non hanno certo messo la bandiera del Califfato sul Colosseo come avevano minacciato, ma a Roma, Capitale d´Italia, ci sono arrivati, o comunque ce li abbiamo portati.

E´ nel carcere romano, dove era detenuto per altri reati che Saber Hmidi il tunisino di 34 anni arrestato nell’ambito dell’indagine antiterrorismo condotta dalla Digos di Roma e dalla polizia penitenziaria perche’ considerato appartenente all’organizzazione terroristica Ansar al-Sharia faceva proseliti e cercava di convincere altri detenuti ad entrare nelle file delle organizzazioni terroristiche.

“Una volta libero andrò in Siria a combattere con i fratelli musulmani”, avrebbe detto ai compagni di cella il tunisino.

Pare che piu volte abbia minacciato anche gli agenti della polizia penitenziaria “Vi taglio la testa se non mi accontentate”.

Secondo le indagini condotte dal Nic, il Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria, in coordinamento con la Digos, “Hmidi Saber ha manifestato atteggiamenti coerenti con l’ideologismo dell’Isis mediante aggressioni intramurarie nonché con il proposito di essere pronto a recarsi in zona di combattimento per assolvere il Jihad”, dice il Sappe.