Tennis: l’avvio di Monte-Carlo Rolex Masters

È iniziato questa settimana il Monte-Carlo Rolex Masters, un ATP Master 1000 anche conosciuto come Master di Monte-Carlo. È uno dei tornei di tennis più importanti sulla terra battuta, dopo il Roland Garros, insieme a Madrid e Roma. L’anno scorso a trionfare era stato Rafael Nadal, alzando questo trofeo per la decima volta. Quest’anno è pronto a difendere il titolo e a difendere la prima posizione in classifica, riconquistata il 2 aprile – diventando il primo giocatore della storia a diventare numero 1 per cinque volte.

Gli italiani ok: Cecchinato prima vittoria in un Master 1000

Buona la prestazione degli italiani. Fabio Fognini, Andreas Seppi e Matteo Cecchinato sono al secondo turno. Il tennista ligure nonostante non abbia disputato una buona partita, fatta di alti e bassi e nervosismi, è riuscito comunque a portarla a casa. Ha perso però al turno successivo contro Struff. Seppi, che ha dovuto superare le qualificazioni per entrare in tabellone, dopo due ore e tre minuti di lotta, è riuscito a piegare il britannico Kyle Edmund (numero 23 al mondo). È riuscito a conquistare anche la partita di ieri contro Garcia-Lopez, in un’altra grande battaglia. Il palermitano, anche lui reduce dalle qualificazioni, è riuscito a battere Dzhumur incassando il suo primo successo in un Master 1000. Al turno seguente ha perso con Raonic: tra i due c’erano già due precedenti che vedevano il canadese entrambe le volte vincitore. Cecchinato aveva dichiarato: “Nonostante le due sconfitte, sono stati match belli e equilibrati, non mi sento battuto. Quanto a questa partita, all’inizio non trovavo la palla, poi ho pensato solo a rimettere di là più colpi possibili”.

Avanti Thiem, Dimitrov e i fratelli Zverev

Dominic Thiem, numero 7 al mondo e testa di serie numero 5, ha battuto in 3 set Andrey Rublev in una lunga battaglia. L’austriaco, appena rientrato dopo un infortunio alla caviglia, ha dedicato la vittoria alla fidanzata Kiki Mladenovic. Giocherà ora con Djokovic, uscito vincente dallo scontro con Coric. Trionfano anche Dimitrov e i fratelli Zverer. Entrambi in 3 set, Misha supera il francese Pouille mentre Sasha il lussemburghese Muller. Tra gli assenti: Roger Federer, come previsto, del Potro, Anderson, Kyrgios e Wawrinka.

La giornata delle reti bianche e del flash juventino

Milan-Napoli

Una partita a reti bianche, non l’unica di questa giornata. Casualità o sintomo del fatto che la palla pesa di più nelle ultime giornate? Più la seconda ipotesi della prima, probabilmente. Quello tra Milan e Napoli è un match equilibrato e abbastanza divertente, anche se non regala nessun gol. Le squadre giocano in maniera simile: costruiscono da dietro senza mai buttare via la palla, pressano e corrono molto. Il Napoli lo fa con più qualità e, a differenza del Milan, è più abituato a cercare costantemente la vittoria. Da sottolineare è una clamorosa parata di Donnarumma che nega la vittoria al Napoli nel finale. È chiaro che Milik, in questo momento, rappresenta una variante molto importante per il Napoli per essere pericoloso in area di rigore. Mertens non è in un periodo fantastico e le altre squadre hanno anche capito come affrontare l’attacco della formazione di Sarri. Uno stop che pesa molto perché il distacco dalla Juventus diventa di sei punti.

Juventus-Sampdoria

Serviva una reazione di rabbia. Ma una rabbia lucida, come l’aveva definita Allegri. Bisognava scaricare tutta la frustrazione che derivava da una delusione ingiusta e non meritata come quella di Madrid. La Juventus ha faticato all’inizio, balbettando a tratti e trovando il vantaggio solo alla fine del primo tempo. Nella ripresa ha dilagato. Una cosa è certa: Douglas Costa è stato il miglior acquisto di quest’anno. Completamente incontenibile, sia quando gioca a destra, sia quando gioca a sinistra. Un giocatore europeo e moderno che spacca le difese. È il migliore in campo, protagonista in tutti e tre i gol della Juventus con tre assist. La Samp ci ha provato, mettendo in campo il suo solito gioco, ma alla fine si è dovuta arrendere, come la gran parte delle squadre che giocano a Torino contro questa Juve. Importantissima vittoria e allungo sul Napoli. Vantaggio prezioso prima di un ciclo finale di partite che non comprende solo lo scontro diretto, ma anche le trasferte contro Inter e Roma.

 

Lazio-Roma

Magari questa volta l’attesa del derby è stata vissuta in maniera diversa dai tifosi della Roma, ancora increduli e meravigliati dell’impresa contro il Barcellona. Ma alla fine un derby è sempre un derby, specialmente a Roma, quando si gioca nella capitale. Anche nel posticipo domenicale, questa si conferma la giornata delle reti bianche. È uno dei più classici Lazio-Roma. Tanta energia, tanti falli fischiati da Mazzoleni e gioco molto spezzettato. Un pareggio piuttosto prevedibile nel quale le emozioni si concentrano soprattutto nel finale, quando la Lazio rimane in dieci per l’espulsione di Radu. Le occasioni più clamorose le hanno i giallorossi, con due pali colpiti. Anche i biancocelesti però ogni tanto si rendono pericolosi, nonostante l’inferiorità numerica. Un risultato nel complesso giusto che tiene ancora molto aperta ed incerta la lotta per il terzo e il quarto posto.

Vittorie sofferte per Juventus e Napoli

Vittorie sofferte per Juventus e Napoli, classifica invariata

Con tutto il rispetto, ma non era facile per la Juventus passare dal Real Madrid al Benevento. Non era scontato rituffarsi nel campionato dopo una batosta del genere. E infatti, qualche difficoltà nella partita dei bianconeri si è vista. I padroni di casa, giocando coraggiosamente e avendo poco da perdere, riescono per ben due volte ad acciuffare il pareggio con una doppietta di Diabatè. La difesa della Juve è spesso distratta. I tanti tiri concessi verso la porta di Szczesny, i due gol presi e l’affanno più o meno costante con il quale viene affrontato l’attacco del Benevento sono indice della poca concentrazione che c’era e delle insidie che si nascondevano dietro questa partita. Poi, come al solito, la Juventus ha giocatori singoli di grande qualità che sono in grado di incidere sul risultato da soli: la tripletta di Dybala e la prodezza di Costa ne sono un esempio lampante. Tre punti sofferti e testa alla Champions. Nel calcio tutto può succedere, ma a Madrid servirà veramente un miracolo. Non riconoscere che le possibilità di ribaltare il risultato siano quasi inesistenti sarebbe da folli.
Mancava un minuto più recupero alla fine di Napoli-Chievo. Chi guardava la partita, molto probabilmente si stava chiedendo come fosse possibile che il Napoli si stesse avviando a perdere. Sarebbe stata una di quelle sconfitte davvero difficile da metabolizzare, accettare e sopratutto spiegare. La Juve avrebbe allungato il distacco in classifica a sette punti, la corsa scudetto si sarebbe ormai delineata come compromessa del tutto. Dopo un rigore sbagliato, tantissimi tiri in porta e legni colpiti, sarebbe stato inaccettabile perfino un pareggio. Invece mancava un minuto e il Napoli si trovava in svantaggio a causa di un gol di Stepinski al 73’. Il pubblico aveva anche cominciato a rumoreggiare. Una cosa che non si era mai vista. Sembrava la classica partita con la quale la squadra partenopea alzasse bandiera bianca nella lotta scudetto, come tutte le avversarie della Juve negli ultimi sei anni. Proprio nel momento in cui tutti questi pensieri iniziavano a materializzarsi nella testa dei napoletani, è arrivata la svolta: il Napoli riesce a ribaltare la partita negli ultimi quattro minuti, con i gol di Milik e Diawara. Una vittoria fondamentale per la lotta scudetto, per mantenere lo svantaggio a quattro punti e per avere ancora delle opportunità nello scontro diretto a Torino, fra due settimane.

Tennis: Bentornata Vika!

A Miami tira un vento buono, il vento di due grandi ritorni: quello di Victoria Azarenka e Sloane Stephens

Sulla East Coast americana il torneo di tennis, maschile e femminile, procede “a gonfie vele”, e non è solo un modo di dire, perché il vento che si è alzato in questi giorni sta soffiando incessantemente durante i match. Nel femminile vediamo il ritorno di una grande tennista: la bielorussa Victoria Azarenka. La giocatrice, allontanatasi dalle competizioni per dedicare tempo alla sua maternità, era tornata in campo l’anno scorso, dovendo però fermarsi poco dopo a causa della separazione con l’ex compagno Billy McKeague. Ciò ha causato l’avvio di battaglie legali per ottenere la custodia esclusiva del figlio Leo. Secondi i termini della causa, intentata da McKeague, la Azarenka non poteva lasciare lo stato della California. Questa, a causa di un difetto di giurisdizione di Los Angeles, è stata spostata in Bielorussia, così la tennista è tornata finalmente a giocare. Ai quarti di finale del WTA, Vika ha battuto la Pliskova, in una partita tutta dominata dal forte vento. La Ceca, dopo aver concesso dei break importanti, si è arresa con il punteggio di 7/5, 6/3. In semifinale la bielorussa dovrà affrontare Sloane Stephens, con la quale aveva perso nel precedente torneo di Indian Wells. L’americana è reduce anche lei da un periodo buio: dopo la grande vittoria allo Us Open non ne ha più beccata una. Una sconfitta dietro l’altra fino al torneo di Acapulco. Ora sembra aver riacquistato il suo smalto, riuscendo a battere Muguruza e la Kerber (anche se evidentemente stanca dalla maratona con la Wang del giorno prima). Qualunque sia l’esito della semifinale, la Stephens può festeggiare il suo ingresso nella top ten.

Il re fuori dal trono

Roger Federer, dopo la striscia positiva di 17 vittorie consecutive,non sembra essere al suo meglio. Concluso Indian Wells con la sconfitta contro del Potro, a Miami ha perso alla prima partita contro il giovane Kokkinakis. Una partita in cui ha sicuramente sprecato tanto e con la quale ha ceduto la prima posizione in classifica a Rafael Nadal (lo spagnolo intanto ha confermato la sua presenza in Coppa Davis contro la Germania). L’elvetico, subito dopo la sconfitta, ha spiegato in conferenza stampa di volersi prendere dei mesi di recupero e allenamento per riprendere la sua piena forma. Anche quest’anno, quindi, non giocherà la parte di stagione sulla terra rossa e lo vedremo tornare a Wimbledon – per conquistare magari il nono titolo sull’erba.

Tennis: il ritorno di Juan Martin del Potro

L’argentino del Potro si aggiudica il primo Master 1000 della stagione, nonché il primo della sua carriera, battendo il re. Da domani ricominciano le partite per il secondo Master 1000

È iniziata da poco la stagione sul cemento americano e già da domani si avvia il secondo Master 1000 dell’anno, il Miami Open. Non facciamo in tempo a metabolizzare le emozioni di Indian Wells, che si passa dalla West Coast alla East Coast, con il caldo sole della Florida. In mattinata scenderà in campo il serbo Djokovic, seguito nel serale da del Potro e nella giornata di sabato vedremo Federer e l’australiano Nick Kyrgios.

Si interrompe la striscia positiva di re Roger: 17-0.

Torniamo, però, ora, in California per parlare del BNP Paribas Open, anche detto Indian Wells Master 1000. Si è concluso domenica con la vittoria di Juan Martin del Potro su Roger Federer. Questa, per l’argentino, è stata la prima vittoria in carriera di un Master 1000. Del Potro che finalmente sembra aver superato il brutto periodo, costellato dai tanti infortuni al polso sinistro, è tornato a giocare ad alti livelli (che ci ricordano molto la sua vittoria allo Us Open nel 2009). Ha giocato bene per tutto il torneo e arrivato in finale non ha ceduto neanche per un attimo. Roger Federer d’altro canto ci ha messo un pò del suo: non è stato impeccabile, anzi, il suo avvio di partita è stato lento e in seguito non ha saputo sfruttare i tre match point avuti a disposizione. A tratti nervoso, a tratti troppo falloso, il suo tennis in finale non è bastato contro il ritmo elevatissimo dell’argentino. Lo svizzero, che ha 36 anni, stava battendo un altro record: questo era il suo miglior avvio di stagione, diciassette vittorie di fila. La striscia si è interrotta, ma, l’elvetico non ha preso troppo male la sconfitta: ha postato una foto con il suo avversario congratulandosi. “What a battle today. Congrats on a fantastic tournament and match”. Alla fine della partita il pensiero di del Potro è andato al suo cane, Cesar, morto da poco e al quale ha dedicato la grande vittoria.

Stop Juve, riavvicinamento del Napoli e vittoria dell’Inter

Stop Juve, riavvicinamento del Napoli e vittoria dell’Inter

Scarica e stanca. Sono questi i due aggettivi più adatti per descrivere la Juventus scesa in campo a Ferrara. La squadra di Allegri manca in energia e velocità. Non riesce mai a cambiare ritmo per trovare uno spunto decisivo ed andare in gol. Quella di sabato sera è stata una prestazione non molto diversa da quella fatta a Roma contro la Lazio. Due settimane fa ci pensò Dybala a togliere le castagne dal fuoco, questa volta, invece, la giocata individuale non è arrivata, né da lui, né da nessuno. Questa partita deve servire come monito alla Juve, perché non si può sempre giocare con pazienza, convinti che il gol prima o poi arrivi, ma a volte serve anche andarsi a prendere le partite con energia. Energia che, dopo un ciclo di partite massacrante, è normale che mancasse. La sosta arriva al momento giusto per ricaricare le pile.
Nell’anticipo di mezzogiorno è finalmente l’Inter di Spalletti che sfodera una grandissima prestazione e torna a vincere in trasferta. Un netto 0-5 con quattro gol di Icardi. D’accordo che la Samp di Giampaolo non è la squadra brillante vista nel girone d’andata, ma una prestazione così ci voleva. Per la squadra, per l’allenatore, per i tifosi e per l’ambiente. Che sia di buon auspicio all’Inter per ritrovarsi, tornare a fare prestazioni come quelle di inizio stagione, ed essere pronta per gli ultimi due mesi di campionato, dove la corsa per il quarto posto sarà molto agguerrita.
Se l’ambiente partenopeo stava cercando un buon motivo per convincersi del fatto che la lotta scudetto non fosse ancora finita, in questa giornata ha trovato subito una risposta. Quando la Juventus pareggia inaspettatamente con la Spal, il Napoli torna a vincere in casa contro un Genoa molto ostico. Sembrava una di quelle classiche partite in cui la palla non vuole proprio entrare, un po’ per sfortuna, come nei due pali colpiti, un po’ per un atteggiamento a tratti troppo frettoloso, testimone della grande voglia che c’era di accorciare sulla Juve. Il vantaggio azzurro arriva soltanto alla mezz’ora della ripresa con un colpo di testa di Albiol che non segnava da due anni. Ormai si è capito, ma era facilmente intuibile anche precedentemente, che il campionato si deciderà soltanto alla fine, nelle ultime giornate. Adesso è tempo di godersi la sosta e tenersi pronti per la volata finale piena di scontri diretti.

Sorpasso Juve!

La Juventus sorpassa il Napoli e riconquista il primo posto dopo tante giornate

Ci sono poche parole da spendere su questa Juventus che conquista altri tre punti in casa battendo l’Udinese. Agguanta l’undicesima vittoria consecutiva, l’ottava su otto partite nel 2018. Numeri da capogiro, così come da capogiro sono le giocate dell’argentino con la maglia numero dieci: Paulo Dybala. Manca ancora una partita per consolidare il vantaggio sul Napoli e terminare un ciclo di partite difficilissimo, ma da quando è tornato Dybala la musica è cambiata, così come la Juventus. Finale di Coppa Italia raggiunta, la quarta consecutiva, il gol che regala la vittoria al fotofinish contro la Lazio, il gol decisivo a Wembley e di nuovo una doppietta in campionato che sentenzia l’Udinese. Pensare che i bianconeri se ne sono dovuti privare per quasi due mesi… Nel pomeriggio piovoso di Torino l’Udinese produce veramente poco ed è costretta ad arrendersi ad una Juve che a tratti produce dell’ottimo calcio. Il rigore sbagliato da Higuain non arreca nessun danno, così come il leggero turnover applicato da Allegri: il risultato è sempre quello. Primo posto riconquistato dopo tante giornate per la Signora e mercoledì un’importantissima occasione per allungare a quattro punti sulla seconda.
Il Napoli non va oltre il pareggio a San Siro contro l’Inter. È finita come all’andata, a reti bianche. Quella di Milano è stata una partita non bellissima, caratterizzata da molti errori e da molte palle perse da entrambe le parti. Un pareggio che scontenta tutti. L’Inter potrebbe iniziare a sentire la pressione del Milan alle spalle e l’incubo di buttare via un’altra stagione è vivo e potrebbe influire sul morale. La squadra di Sarri invece perde il primo posto in classifica e nel giro di tre giorni corre il rischio di ritrovarsi addirittura a meno quattro. Dal punto di vista psicologico questo pareggio rischia di essere pesante anche per il Napoli. Forse è anche questa un’altra delle differenze che ancora lo separano dalla Juve. Il Napoli deve continuare ad essere quello che è stato fin qui, anche e sopratutto in un momento molto difficile dal punto di vista mentale. I bianconeri, nonostante le molte assenze e le scarse condizioni atletiche, sono stati sempre incollati al Napoli negli ultimi due mesi. Adesso tocca ai partenopei fare gruppo in un periodo di difficoltà come questo e dimostrare di essere veramente una squadra forte. Non c’è tempo per piangersi addosso. È il momento di non mollare per mantenere viva una corsa scudetto che può rivelare ancora tante sorprese…

Tennis: Re Federer di nuovo numero 1 e la Kvitova rientra nella top ten

Federer compie un altro miracolo e Kvitova torna a splendere

“King Roger” ce l’ha fatta ancora. Ha segnato un altro record scrivendo di nuovo la storia del tennis. A trentasei anni e sei mesi è ancora una volta il numero uno al mondo. Cinque anni e mezzo dopo è tornato in vetta alla classifica mondiale ed è il più anziano giocatore a primeggiare nel circuito maschile (l’ultimo a riuscire nell’impresa era stato André Agassi a trentatre anni). Federer ha compiuto il miracolo all’ATP 500 di Rotterdam con la vittoria ai quarti di finale. Ha poi sconfitto l’italiano Seppi in semifinale e il bielorusso Grigor Dimitrov in meno di un’ora (55′), aggiudicandosi quindi anche il torneo (97esimo titolo della sua carriera). Che dire? è lui la storia del tennis. In questo sport ce ne sono stati tanti di giocatori straordinari e rimarranno straordinari per molto altro tempo ancora, ma, lo svizzero lo sarà per sempre. Roger Federer è come il vino, più invecchia e più migliora.

Veniamo alle donne. Finalmente Kvitova torna in grande stile dopo quel brutto incidente che l’aveva vista coinvolta alla fine del 2016. Un ladro, introdottosi in casa sua, le aveva reciso i tendini della mano e lacerato le dita della mano sinistra, proprio quella dominante. Petra, però, non ha mai mollato e dopo una lunga riabilitazione e grazie ad un grande coraggio è tornata a giocare ed anche ad alti livelli. La due volte vincitrice di Wimbledon nelle ultime tre settimane ha portato a casa tredici vittorie consecutive: ha vinto due tornei di fila (San Pietroburgo e Doha) e ha vinto in Fed Cup. Con questi trionfi la ceca è così rientrata nella top ten. La Kvitova sembra tornare ai suoi splendori, non ci resta che sperare per lei un’altra grande vittoria negli slam.

 

 

Napoli e Juve: che duello!

Napoli e Juve: che duello! Le squadre di Sarri e Allegri stanno illuminando il campionato.

Nelle ultime giornate, con l’inizio del girone di ritorno, si è andata delineando una certezza nell’andamento del campionato per quel che riguarda la lotta scudetto. I cali di rendimento evidenti di Roma, Inter e Lazio hanno lasciato in vetta alla classifica le due vere superpotenze del nostro calcio: Juve e Napoli. Se la caratteristica del girone d’andata era stata quella di avere cinque squadre una vicino all’altra, ora la situazione è decisamente cambiata. Adesso per lo scudetto ci sono soltanto due formazioni, opposte e rivali, a darsi battaglia. Sono Juve e Napoli le protagoniste di un duello spumeggiante, fatto di sorpassi e contro-sorpassi, che molto probabilmente terminerà solo all’ultima giornata e che infiammerà i cuori di tutti gli appassionati. Due pianeti, quelli di Napoli e Juve, talmente opposti per ideologia e modo di vivere il calcio, ma che pur hanno un punto in comune: girano intorno alla stessa orbita, quella dello scudetto. Quel tricolore che così intensamente affascina il cuore del popolo partenopeo, a dir poco voglioso di riportarlo sotto il Vesuvio, è lo stesso che la Juve insegue con la solita ferocia, per continuare a scrivere la storia conquistando il settimo scudetto consecutivo, questa volta ancor più motivata da un rivale che riesce a tenere il suo passo. Due squadre diverse, due città agli antipodi, due allenatori toscani e completamente differenti. Sarri e Allegri saranno uno di fronte all’altro il 22 aprile a Torino, in occasione dello scontro diretto all’Allianz Stadium (orario e possibile anticipo ancora da definire). Lì potranno stringersi la mano e mostrare a tutti il loro diverso modo di far giocare le proprie squadre, anche se il campionato molto probabilmente non si chiuderà quel giorno. Nel frattempo, l’obiettivo per entrambi è quello di non lasciare punti per strada. Il finale di stagione si sta avvicinando, stiamo entrando nel vivo. C’è una battaglia tutta da gustare. Il fissismo di Sarri, che non cambia quasi mai uomini, contro l’eclettismo di Allegri, che invece la formazione la cambia quasi sempre. Gli opposti che si attraggono in un luogo che ha spazio per uno soltanto. Quel posto che la Juve ha raggiunto tante volte e che a Napoli ancora non si deve nominare…

Tennis: le due meraviglie sotto il cielo di Melbourne

Anche quest’anno è volto al termine il primo grande slam della stagione giocato in Australia. Edizione straordinaria che ha visto la vittoria di due stelle del tennis, Roger Federer e Caroline Wozniacki, nuovi record e incontri sensazionali. C’è stata la performance di alto livello del giovane coreano Chung, che ha battuto tra i tanti Novak Djokovic, costretto poi ad arrendersi allo svizzero a causa di un infortunio al piede. Peccato il ritiro di Rafael Nadal, costretto a fermarsi ai quarti di finale a seguito di un dolore alla coscia. Tra le donne c’è stata la sconfitta prematura della Sharapova.

Le due stelle dell’Australian Open 2018

Soffermandoci sul tabellone maschile non possiamo che fare un nome: Roger Federer. L’uomo delle meraviglie. A trentasei anni è ancora uno dei tennisti più forti. Sicuramente il più grande di tutti i tempi. È l’uomo dei record: con questa ennesima vittoria, il suo sesto Australian Open, è arrivato a quota 20 slam. Il primo uomo a riuscire in questa impresa; il terzo nella storia del tennis dopo Serena Williams (23) e Steffi Graf (22). Non ci sono parole per descrivere la sua grandezza, la sua eleganza, la sua forza di volontà, il suo sacrificio e la sua perfezione dentro quel campo da tennis e fuori. Federer, che in finale ha battuto il croato Marin Cilic per 6/2 6/7 6/3 3/6 6/1, ci ha tenuto a ringraziare il pubblico: «You guys. You fill the stadiums. You make me nervous. You make me go out and practice. And just like to thank you for everything. Wouldn’t be the same without you guys.» Un pensiero speciale poi è andato alla moglie Mirka e ai quattro figli, senza i quali oggi non sarebbe qui.

Rivolgendoci invece al tabellone femminile. La vittoria che tutti aspettavamo. La vittoria che lei aspettava da tanto. Il trionfo e la consacrazione di una campionessa. Caroline Wozniacki ce l’ha fatta. Ha portato a casa il suo primo slam battendo la numero uno Simona Halep. La prima danese a conquistare questo trofeo. A ventisette anni realizza il suo sogno e riesce così a scrollarsi di dosso quella terribile targa di “numero uno al mondo senza vincere uno slam”. Ha messo fine a tutte le chiacchiere di quelli che in questi anni le hanno chiesto continuamente quando sarebbe arrivata questa vittoria e con determinazione, grinta e coraggio se l’è finalmente portata a casa. Ha dimostrato il suo valore e chissà se seguiranno anche altri slam.