Il corpo grida “ curvy ! “

Da qualche tempo sta avvenendo una grande e poco silenziosa rivoluzione.Stiamo parlando della battaglia del corpo che grida “ curvy ! “

Se si parla di aspetto fisico non si può non pensare ad uno dei più potenti mezzi di comunicazione odierni : la moda. E’ dall’unione di questi due fattori, corpo e moda, che prende vita la lotta di molte donne curvy. In una società che ci vuole sempre più magri,atletici e stereotipati molte modelle e influencer plus size hanno cominciato a trasmettere un’immagine positiva di qualunque tipo di corpo. Prima tra tutte la modella statunitense Ashley Graham, che lo scorso maggio ha pubblicato la sua prima autobiografia intitolata ” A New Model, what confidence, beauty and power really look like.” Scritta a quattro mani con la scrittrice Rebecca Paley, l’autobiografia della giovane modella ci racconta che avere qualche chilo in più non è cosa semplice, anche se il mondo ti chiama «curvy» ma che con un po’ di buon senso,determinazione e un pizzico di autostima si possono abbattere molti preconcetti e sentirsi bene con se stessi. Il desiderio di essere accettati per quello che si è, non è cosa sessista e ce lo dimostra Ryan Dziadul,publicist di New York, 35 anni, uomo curvy. Può suonar strano sentirlo dire di un uomo, ma Ryan è plus size, e ha iniziato anche lui una battaglia di civiltà a partire dal suo profilo Instagram. Rayan vuole che la moda maschile si accorga degli uomini dalle taglie forti come quella femminile ha fatto da tempo. Stanno abbattendo uno a uno gli stereotipi sulla bellezza, le donne, e le idee ormai radicali della concezione corporale.

“Perché la stessa cosa non succede per gli uomini?”, si chiede Ryan. All’incirca un anno e mezzo fa, Ryan si accorge di come ,soprattutto sui social, ci siano pochissimi uomini che sostengono un pensiero body positive. “Ho lavorato per 10 anni nella moda”, racconta Ryan, “e ho notato come ci fosse un movimento femminile che cominciava a mostrare corpi non magri, felici, con uno stile invidiabile. Per gli uomini, invece, niente”.”Prima di decidermi a fare qualcosa”, continua Ryan, “mi vergognavo anche a dire la mia taglia nei negozi”. Ryan infatti si definisce “un uomo XXL in un mondo slim fit”. Poi però qualcosa è cambiato. ”Voglio dare una mano ad accettarsi a tutti gli uomini taglie forti come me”, dice Ryan, “è un processo lento, io ci ho messo un anno e mezzo, ma con l’aiuto della moda e dei look giusti, ho imparato ad accettarmi per come sono”.

Ryan Dziadul, Ashley Graham e molti altri personaggi noti e non, hanno davvero trovato la chiave di successo per sentirsi liberi dai pregiudizi e sicuri di se stessi,lo hanno fatto per loro stessi ma anche per tutti noi. Essere positivi ed imparare ad amarsi ci renderà desiderati e desiderabili, non nascondiamoci dietro a false maschere

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ECOSIA | Come combattere i cambiamenti climatici navigando su Internet

Crescita, sviluppo e tutela dell’ecosistema. Ecosia ha la ricetta giusta.

Fondato nel 2009 da Christian Kroll, Ecosia è un motore di ricerca che si propone ormai da diversi anni come alternativa ai motori di ricerca più utilizzati, Google su tutti.

Cos’ha di speciale?

Ecosia è un motore di ricerca così detto “eco-friendly”, riesce infatti a coniugare la necessità dell’utente di avere delle risposte alle domande poste giornalmente al suo motore di ricerca predefinito, con l’urgenza di combattere i cambiamenti climatici e il disboscamento, fenomeni che incidono fortemente sul nostro eco-sistema.

Come?

Ecosia dona l’80% dei suoi profitti a progetti di riforestazione in tutto il mondo. Questo, dal 2009 a oggi ha portato Ecosia a piantare più di 9 milioni di alberi, sfruttando la sente di conoscenza dei suoi utenti che, mediamente, piantano un albero ogni 10 secondi, cliccando sui risultati di ricerca pubblicizzati.

Quali sono i benefici?

Quella che “i soldi non crescono sugli alberi”, fino ad oggi, è stata nel sentire comune la più assodata delle ovvietà. Non è così però per Ecosia e per le comunità in cui il motore di ricerca “green” ha concentrato i suoi sforzi. Madagascar, Tanzania, Perù, Nicaragua, Indonesia e Burkina Faso sono i paesi che hanno beneficiato direttamente dell’attività di riforestazione.

Maggiore biodiversità ed efficienza idrica, suoli più fertili e protetti e autonomia economica, senza contare l’enorme impatto che un albero ha nella battaglia contro la desertificazione e i cambiamenti climatici agendo proprio contro quel cancro che è il Co2.

L’obbiettivo di Ecosia, come social business, è quello di “coltivare concretamente un mondo più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico”, piantando un miliardo di nuovi alberi entro il 2020: navigando su Internet.