Martina D'Imperio

Boldi e De Sica

Boldi e De Sica tornano “amici come prima”. A natale il film che li vede di nuovo insieme

A 13 anni di distanza dal loro ultimo cinepanettone, “Natale a Miami”, Christian De Sica e Massimo Boldi riprendono il sodalizio interrotto e lo celebrano con il film che li vede nuovamente insieme. “Amici come prima” sarà il nuovo film di Natale che vedrà protagonista il duo comico più famoso del cinema nostrano.

Il motivo della lite

Dopo aver girato insieme 23 film, Boldi e De Sica decidono consensualmente di separarsi. Il primo dichiara di non sentirsi più a suo agio con Christian, il secondo parla di invidie e gelosie da parte dell’amico. In realtà il motivo della rottura non è mai stato chiarito definitivamente. Il primo passo verso una riappacificazione viene fatto da Boldi durante l’intervista a Domenica Live. L’attore ha spiegato come la separazione fosse avvenuta in seguito alla morte della moglie Marisa e di come, a suo dire, De Sica non gli sia stato vicino durante il lutto.

La confessione di Boldi

Massimo Boldi ha spiegato alle telecamere di canale 5 di sentire la mancanza dell’amico e di essere pronto ad intraprendere una nuova avventura insieme, anche professionale. “Ma posso litigare con Christian io? È stato solamente il periodo di quando son rimasto vedovo”, ha chiarito l’attore. “Ho avuto un momento difficile della mia vita, volevo capire tante cose e non ho rinnovato il contratto con De Laurentiis. Volevo provare a fare il produttore e così ho fatto. Vuoi chiamare Christian in diretta? Chiamalo”.

Di nuovo insieme

L’invito a una riappacificazione è stato accolto da Christian De Sica il quale, nel corso della trasmissione Effetto Notte, ha dichiarato: “Mi auguro che i nostri film italiani a Natale vadano tutti bene. Un messaggio per Massimo? Beh, se abbiamo una bella idea torniamo insieme. Magari Ragazzi irresistibili, visto che siamo due vecchi”.

 

Raid dei Casamonica. Non vengono serviti per primi: distruggono il bar e picchiano una disabile

È stata una Pasqua di sangue per il bar nella periferia sud- est della capitale. Lo scorso 1°aprile è stata consumata un’aggressione di violenza efferata. Due esponenti del clan dei Casamonica sono entrati nel locale, hanno preso a bottigliate il barista e frustato una cliente disabile perché non erano stati serviti per primi.

Nel bar, sito in uno dei quartieri “militarizzati” dal clan di origini sinte, erano entrati Alfredo Di Silvio e Antonio Casamonica per comprare le sigarette. I due, non essendo stati serviti per primi, hanno scatenato il panico. Prima picchiano una cliente disabile perché aveva osato ribellarsi: “se non vi piace questo bar, andate altrove”, sono state le parole della donna, ignara certamente di chi aveva di fronte. Per tutta risposta i due malavitosi le hanno prima strappato gli occhiali, per poi spingerla e frustarla con una cinghia. “Se chiami la polizia ti ammazziamo” le avrebbero intimato.

Mezz’ora dopo essersene andati, Alfredo Di Silvio rientra accompagnato dal fratello Vincenzo ed è di nuovo violenza. Tavoli rovesciati, vetri rotti e il proprietario, un uomo romeno di 39 anni, viene picchiato a sangue. La denuncia della donna è arrivata solo alcune ore dopo, seguita da quella del gestore. La prima ha riportato 30 giorni di prognosi, il secondo 8.

Stefano Fassina, deputato LeU, ha dichiarato: “Stamattina, un quotidiano nazionale, riporta una storia agghiacciante avvenuta la domenica di Pasqua. Secondo la ricostruzione, due uomini appartenenti alle famiglie Casamonica e Di Silvio colpiscono a cinghiate una donna disabile e poi il barista di un bar a Via Barzilai, zona La Romanina, colpevoli entrambi di non avergli riconosciuto il rispetto dovuto sul “loro” territorio. La ricostruzione riporta anche minacce di morte sia alla donna e al barista picchiati, sia ai proprietari del bar in caso di conferma della denuncia dei fatti accaduti. Presentiamo oggi stesso una interrogazione urgente al Ministro dell’Interno per conoscere quanto avvento domenica primo Aprile al bar di via Barzilai e eventualmente quali misure intende prendere per garantire il primato della legge e dello Stato”.

 

Kate

Kate Middleton ha partorito: il royal baby è un maschio

Kate Middleton ha partorito un maschio. Il nuovo arrivato nella royal family britannica è nato questa mattina alle 11:01, pesa 3,8 chili ed è il quinto nella linea ereditaria al trono dopo il principe Carlo, William e i due primi figli nati dal matrimonio con Kate, George e Charlotte. È la prima volta nella storia della monarchia e questo grazie a una legge del 2013. Il principino è nato il giorno di S. Giorgio e condivide con la sorellina Charlotte il segno zodiacale, entrambi sono del Toro.

La duchessa di Cambridge è stata ricoverata questa mattina presso la Lindo Wing, l’ala privata del St Mary’s Hospital, con lei anche il principe William. L’ospedale, blindatissimo, è stato assaltato da fotografi e giornalisti cui è stato naturalmente negato l’accesso. Dal tweet ufficiale di Kesington Palace si apprende che madre e figlio stanno bene: “Il principe William era presente al momento della nascita: la regina, il duca di Edimburgo, il principe di Galles, la duchessa di Cornovaglia, il principe Harry e i membri di entrambe le famiglie sono stati informati e si rallegrano della notizia” si legge nel post.

Un giorno lieto per la coppia ma anche per l’intera nazione, ed è già partito il “totonome”. I più gettonati fino a questo momento sono stati Philip, Arthur, Albert, Frederick e James. Il parto dovrebbe essere stato naturale come i precedenti. Kate ha goduto di ottima salute per tutta la gravidanza, ad eccezione delle nausee mattutine che l’hanno tormentata durante i primi mesi. Anche la sorella  della duchessa di Cambridge, Pippa, è in dolce attesa.  La nascita del primo figlio, frutto del matrimonio con il finanziere James Matthews, è prevista per ottobre.

Isabella Biagini

Morta Isabella Biagini: l’ex soubrette viveva con 700 euro di pensione

Isabella Biagini si è spenta il 14 aprile nella clinica “Antea Hospice” al Santa Maria della Pietà a Roma dove era ricoverata da un mese a causa di complicazioni a seguito di un’ischemia. Aveva 74 anni.
Biondissima, occhi sgranati, fisico procace, Isabella Biagini, classe 1942, è nata per fare la televisione, non a caso fu notata nemmeno adolescente dal grande Michelangelo Antonioni che le diede subito un ruolo in Le amiche del 1955. Ma il vero successo la Biagini lo conobbe quando ad un concorso per annunciatrici tv si presenta conciata da “fatalona” e crea talmente tanto scompiglio e ilarità che il giorno dopo viene ingaggiata per un ruolo comico.

Una carriera sfavillante tra lustrini e scollature

Isabella Biagini, nata Concetta Biagini, è riuscita in quello che poche showgirl riescono a fare (soprattutto oggi!): essere divertenti e sexy, un binomio cucito alla perfezione su di lei. Perché la bionda più svampita d’Italia faceva ridere davvero e non a caso era considerata “la Marilyn italiana”. Fra gli anni Sessanta e la fine dei Settanta partecipa a numerosi film, prevalentemente commedie, riproponendo al pubblico il fortunato cliché della svampita procace. Poi i varietà in Rai, dove conquista tutti con il suo fisico da pin-up e la sua dissacrante ironia.

Il declino e la morte

Ma spentesi le luci della ribalta, la Biagini ha dovuto affrontare un lento e inarrestabile declino, costellato da lutti, relazioni complicate e salute cagionevole.  Dopo la morte della figlia Monica nel 1998, stroncata da un tumore fulminante, la Biagini ha sofferto di una lunga depressione. Nel 2016 ha dichiarato di vivere con 700 euro di pensione, di essere stata truffata dal fratellastro e di essere stata investita da un’auto mentre inseguiva il suo cagnolino. Dopo il grande successo che lo star system le aveva regalato, Isabella Biagini è tornata ad essere Concetta. Fu lei stessa a dichiarare che già da viva si considerava morta, e che tutto quello che desiderava era andarsene e senza nemmeno troppo scalpore.

Mark Zuckerberg

Processo Mark Zuckerberg: Facebook diventerà a pagamento

L’attesissimo processo a Mark Zuckerberg, il colosso che ha ideato Facebook e che (forse perché era poco) si è impadronito anche di Instagram e Whatsapp, ha avuto luogo oggi davanti alle commissioni del Senato americano. Mark Zuckerberg – completo blu, camicia bianca e cravatta azzurra – è apparso piuttosto provato. Nessuna giustificazione per il fondatore della piattaforma, che mette subito le mani in alto. Il processo è stato seguito per direttissima a livello mondiale.

Il mea culpa di Zuckerberg

Il fondatore di Facebook non ha cercato scuse a cui appellarsi. “Ho sbagliato e chiedo scusa”, sono state le sue testuali parole di fronte a alla gelida commissione del Senato. La comprensione non ha fatto da padrona. Il repubblicano John Thune lo ha definito l’incarnazione del sogno americano, e ha espresso il timore che questo sogno diventi un incubo per la privacy. Il democratico Bill Nelson ha lanciato un monito: “Ci aspettiamo che si rimedi a questa situazione, se non agisce Facebook, lo dovrà fare il Congresso”.

Zuckerberg: “Da adesso garantiremo il massimo rigore”

Dopo aver riconosciuto in pieno il suo errore e la lentezza del gruppo dirigente a reagire alle interferenze dei russi nelle presidenziali americane del 2016 e in altre elezioni, il fondatore di Facebook ha spiegato chiaramente come ormai sia tempo di agire e di garantire il massimo rigore. “Diventeremo poliziotti del sistema che ci ruota intorno” ha dichiarato. “Stiamo verificando la natura di migliaia di account”.

Facebook potrebbe diventare a pagamento?

Uno degli assiomi della super piattaforma è da sempre la garanzia che facebook è gratis e lo sarà sempre, a riprova del fatto che il prodotto siamo noi, gli utenti. Tuttavia alla domanda diretta del senatore Hatch, “Aveva detto che Facebook sarebbe sempre stato gratuito. È ancora questo il suo obiettivo?”, il fondatore della piattaforma da due miliardi di utenti attivi lo ha confermato senza esitazione: una versione gratis di facebook esisterà sempre. Ma ha lasciato intendere di non escludere l’idea di aggiungerne una a pagamento. L’idea è lasciare la versione free, con pubblicità, e crearne una premium, dove a fronte del pagamento di un abbonamento si ottiene una tutela ufficiale della propria privacy.

esami

Si butta dal tetto perché indietro con gli esami, l’ultima telefonata al fidanzato

Qualsiasi studente universitario sa quanto la pressione degli esami possa essere forte. Giada Di Filippo, una studentessa universitaria di 26 anni originaria di Sesto Campano (Isernia), non è riuscita a sostenerla. Elegantemente vestita e pronta per una seduta di laurea che non sarebbe mai arrivata, si è suicidata lanciandosi dal tetto di Monte Sant’Angelo, uno degli edifici del complesso universitario della Federico II di Napoli.

La bugia

Giada studiava Scienze Naturali e proprio oggi avrebbe dovuto laurearsi. Il fidanzato e i parenti erano pronti per la seduta di laurea e la cercavano tra la folla. Ma Giada non c’era perché tutto quello che aveva raccontato era una bugia. Era indietro con gli esami e il suo nome non compariva tra quello dei laureandi. Dopo essersi preparata e aver raggiunto la folla dei futuri dottori, Giada si allontana per salire sul tetto e farla finita.

La telefonata

L’ultima telefonata Giada l’ha fatta al fidanzato. Stando alla ricostruzione dei fatti, il ragazzo l’aveva chiamata per chiederle in quale aula andare. Lei non rispondeva e continuava a ringraziarlo e a chiedergli se la vedeva. Assieme al fidanzato, stavano arrivando anche i genitori, il fratello e le cugine.

Il sindaco: “Un gesto del genere da lei nessuno lo avrebbe mai immaginato”

Il sindaco di Sesto Campano, Luigi Paolone, si dichiara sconvolto per questa notizia: “Era una ragazza sempre sorridente, dolce e bellissima. Speciale anche la sua famiglia, il padre, la madre e il fratello. La notizia ha sconvolto tutti poiché un gesto del genere da lei, proprio per il suo carattere, nessuno lo avrebbe mai immaginato”. Il corpo della ragazza è stato trasferito all’Istituto di Medicina Legale di Napoli per l’autopsia. “Anch’io ho appreso questa notizia da fonti non ufficiali” continua Paolone. “Circola sui giornali, circola in paese. Ma non posso dire che sia vero”. In Ateneo sono state sospese tutte le attività come gesto di rispetto e solidarietà nei confronti della famiglia di Giada.

Cameron Diaz

Cameron Diaz dice addio al cinema: la superstar va in pensione

Si spengono i riflettori su Cameron Diaz. La star di Hollywood saluta definitivamente il mondo del cinema. Dopo averci fatto ridere, sognare e anche commuovere con pellicole come The Mask, La cosa più dolce e La custode di mia sorella, la bionda più famosa di Hollywood si considera ufficialmente in pensione.

La prima indiscrezione è arrivata qualche tempo fa dall’amica e collega di set Selma Blair. La co-star de La cosa più dolce si sarebbe fatta scappare a MetroNews che Cameron avrebbe intenzione di abbandonare definitivamente il cinema. La notizia è stata poi confermata dalla stessa Diaz in un’intervista rilasciata a Entertainment Weekly. “Al momento non sto facendo assolutamente nulla e ormai sono in pensione” ha dichiarato l’attrice.

Cameron Diaz è lontana dagli schermi dal 2014, quando prese parte al suo ultimo film, il musical Annie. L’attrice continua ad essere molto richiesta ad Hollywood. Una fonte a lei molto vicina ha dichiarato che è sommersa dalle sceneggiature, ma che lei non prova alcun interesse a riprendere in mano la sua carriera e che anzi vorrebbe dedicarsi esclusivamente alla sua vita privata.

Cameron Diaz ha partecipato a molti film di successo, dimostrando una spiccata versatilità nel cimentarsi in ruoli di vario genere e uno spiccato talento comico. Nel corso della sua carriera ha ricevuto 4 candidature ai Golden Globe, una ai Premi BAFTA e 3 agli Screen Actors Guild.

La Diaz si è sposata nel 2015 con il rocker dei Good Charlotte,  Benji Madden. A soli 45 anni considera ormai conclusa la sua carriera di star del cinema e il suo unico scopo, adesso, è concentrarsi sulla sua vita matrimoniale e, magari, anche su un futuro ruolo di madre.

fabrizio frizzi

Torna L’Eredità: dopo la scomparsa di Frizzi ecco chi sarà il nuovo conduttore

La morte di Fabrizio Frizzi ha sconvolto il mondo dello spettacolo e non solo. Da quella tragica notte del 26 marzo, L’Eredità – programma di cui l’amato conduttore era divenuto ormai padrone di casa – non è più andata in onda. Fino a stasera almeno. Il quiz show ritorna nelle case degli italiani ma con un nuovo conduttore (o meglio seminuovo).

A prendere le redini del programma sarà nuovamente Carlo Conti. Già in passato lo showman toscano aveva sostituito il collega Fabrizio Frizzi in seguito al malore che lo colpì qualche mese fa. Al suo ritorno, con ironia, Conti gli restituì le chiavi simboliche del programma. Nessuno si sarebbe aspettato che la nuova conduzione di Frizzi sarebbe stata così breve. Ricordiamo che il celebre conduttore, uno dei volti simbolo della Rai nonché uno dei personaggi dello spettacolo più amato dagli italiani, è scomparso il 26 marzo in seguito a un’emorragia cerebrale, lasciando la moglie Carlotta e la figlia di soli 5 anni, Stella.

C’è chi già sostiene che non sarà possibile rimpiazzare Fabrizio Frizzi, che ormai all’Eredità era di casa. Altri, invece, sostengono che portare avanti il programma da uno dei suoi più cari amici con cui ha condiviso diverse sfide professionali, è il miglior modo per omaggiarlo. E così la Rai, con una nota, ha voluto spiegare il ritorno di Conti nel quiz show di Rai Uno: “Un rientro stavolta forzato per Conti ma anche una staffetta naturale con Fabrizio (“professore e supplente”, come amavano scherzare tra loro) e di nuovo un passaggio (ideale, purtroppo) di quelle chiavi dello studio per regalare ai telespettatori ancora dei momenti di serenità e sorrisi”.

chiamami col tuo nome

“Chiamami col tuo nome” di Guadagnino censurato per i temi omosessuali

È stato uno dei pilastri dell’ultima edizione degli Oscar. Il film del regista italiano Luca Guadagnino, Chiamami col tuo nome, ha ricevuto notevoli consensi di critica e pubblico. Candidato ai premi Oscar come miglior film, miglior attore, miglior canzone e miglior sceneggiatura non originale, è riuscito ad aggiudicarsi quest’ultimo premio. È stato inoltre scelto dal National Board of Review e dall’American Film Institute come uno dei 10 migliori film dell’anno.

L’amore gay causa la censura

Nonostante sia stato ben accolto da critica e pubblico, Chiamami col tuo nome è stato espulso dal Pechino International Film Festival. Il motivo? Le tematiche omosessuali. Questo ha comportato la censura del film e renderà di fatto difficile la sua proiezione nelle sale cinematografiche. In Cina infatti, nonostante l’amore gay non sia illegale, non sono mai state veicolate dai media tematiche omosessuali.

La Cina contro l’omosessualità: mai proiettati film con tematiche gender

La Sony Pictures non ha esplicitato il motivo di tale decisione, ma ha comunque confermato che Chiamami col tuo nome non è stato ammesso al concorso. Non si tratta certo di un episodio singolare in Cina. Lo stesso  Brokeback Mountain fu gettato ne dimenticatoio per lo stesso motivo.

Nel film di Guadagnino protagonista è l’amore tra due ragazzi gay

Chiamami col tuo nome è stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival il 22 gennaio 2017 ed è il terzo e ultimo film della “trilogia del desiderio” di Guadagnino, dopo Io sono l’amore del 2009 e A Bigger Splash del 2015. Ambientato nel nord Italia nel 1983, la pellicola narra la storia d’amore tra Elio, un ragazzo di 17 anni residente in Italia, e lo studente americano Oliver.

Fabrizio Frizzi

Addio Fabrizio Frizzi: muore il conduttore più “umano” della tv italiana

Il mondo dello spettacolo oggi è in lutto. A soli 60 anni scompare Fabrizio Frizzi, uno dei volti più amati e popolari della televisione italiana. Il conduttore è deceduto nella notte al Sant’Andrea di Roma, causa un’emorragia cerebrale. “Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato” è il messaggio con cui la famiglia annuncia il decesso di Fabrizio Frizzi.

La malattia

Fabrizio Frizzi fu colpito da un’ischemia il 23 ottobre scorso durante la registrazione di una puntata de L’Eredità. A sostituirlo fu Carlo Conti, lo stesso che gli riconsegnò lo scettro del programma (o meglio, le chiavi simboliche de l’Eredità) non appena il conduttore si riprese. Sempre sorridente e battagliero, Frizzi ha lavorato in televisione fino al suo ultimo giorno, nonostante la malattia non fosse stata completamente debellata. “L’Eredità è una gioia, fa bene anche al fisico” scherzò con Vincenzo Mollica annunciando il suo ritorno sugli schermi. “L’adrenalina sento che mi aiuta a stare meglio”. Parlando della malattia disse: “Non è ancora finita. Se guarirò racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando”.

Centinaia i messaggi di cordoglio, dalle star alla gente comune

Fabrizio Frizzi era, come molti lo hanno definito, il volto più “umano” della televisione italiana. Centinaia i messaggi arrivati dai colleghi e dalla gente comune. Aveva esordito in Rai con la tv dei ragazzi nel 1980 e, dopo quasi 40 anni di carriera televisiva, era diventato uno dei conduttori simbolo della tv. “Con Fabrizio se ne va un uomo straordinario, un grande artista e un caro amico”, è stato l’ultimo saluto della Rai.

Il conduttore lascia la moglie Carlotta e una figlia di 5 anni

Fabrizio Frizzi era sposato con Carlotta Mantovan, ex concorrente di Miss Italia. Fu amore al primo sguardo, come testimonia Carlotta. Si sposarono nel 2014 ed ebbero una figlia, Stella. Parenti e amici sono vicini al dolore della moglie e della bambina che perde il padre a soli 5 anni. La camera ardente sarà allestita domani, martedì 27 marzo, nella sede Rai di Viale Mazzini 14 dalle ore 10 alle ore 18. I funerali si terranno invece mercoledì 28 marzo alle ore 12 nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo.