Emy Damiani

Le censure e gli adattamenti applicati agli anime giapponesi

Erano gli anni ’90 e quasi tutti i cartoni che dal Giappone arrivavano in Italia venivano censurati.

In Giappone il mercato è molto più vasto rispetto al nostro e il pubblico a cui si rivolge è eterogeneo e di tutte le età. L’anime quindi non è un prodotto destinato esclusivamente ai bambini. Nel momento in cui viene esportato in altri Paesi vengono spesso operate delle censure per rendere il prodotto compatibile con il contesto culturale del Paese importatore. In Italia, essendo il cartone finalizzato ai bambini e adolescenti, si adoperano adattamenti, soprattutto quando trasmesso su reti pubbliche.

Quando si adottano le censure?

1 – Scene di sesso e di nudo. Negli anime giapponesi non è raro trovare delle scene erotiche, dei nudi, seminudi o scambi di effusioni. Queste sequenze vengono tagliate oppure modificate. Censure di questo tipo si trovano ad esempio in Occhi di gatto, Dragon Ball, Il mistero della pietra azzurra e È quasi magia Johnny.

2 – Scene di violenza. Scene in cui un personaggio muore, si ferisce o c’è troppo sangue vengono anche qui tagliate o modificate. Accadeva spesso con i cartoni degli anni ’90 e 2000; in seguito queste censure furono ridotte, con alcune eccezioni: in One piece I cavalieri dello zodiaco è stato modificato il colore del sangue, così come in Naruto hanno ritoccato le scene più violente. Anche il linguaggio ha subito delle modifiche nei cartoni trasmessi da Mediaset in quel periodo: parole come “morte”, “ammazzare” venivano sostituite da “eliminare”, “sparire”.

3 – Modifiche della trama. Spesso nella trasposizione si varia l’età dei protagonisti; nel doppiaggio italiano non si traducono alcuni termini originali, si cambiano o si aggiungono dialoghi (questa pratica scomparirà negli anni 2000) anche quando i personaggi sono in silenzio: accade in Dragon Ball e ne I cavalieri dello zodiaco. Inoltre nella trasmissione sulle nostri reti viene eliminato lo stacco, presente nell’anime giapponese e utilizzato per introdurre la pubblicità a metà episodio.

4 – Riferimenti al Giappone. I nomi giapponesi in Italia venivano tradotti con nomi italiani o inglesi, operando una sorta di “semplificazione culturale”, spesso contestata. Questa alterazione ha causato a volte alcuni incomprensioni, coma avviene in Sailor Moon: la protagonista Usagi, viene ribattezzata in Italia con il nome di Bunny, richiamando il significato del nome giapponese. Tutto bene fino alla seconda serie quando appare una bambina che si fa chiamare anch’essa Bunny e che poi verrà ribattezzata Chibiusa per non confonderla con la protagonista. In Italia non si capisce il perché di questo nome, deducibile invece in Giappone. “Chibi-usa” significa “piccola Usagi”. Altro caso di semplificazione culturale è l’eliminazione di bandiere o ideogrammi giapponesi.

5 – Scene che riguardano l’identità sessuale. Capita negli anime giapponesi che i personaggi dello stesso sesso facciano coppia fissa o che per un motivo o per un altro cambino sesso. Succede in Sailor Moon e in Ramna 1/2. Nella trasposizione questi avvenimenti vengono spiegati diversamente, come ad esempio la coppia formata da Sailor Uranus e Sailor Neptune in Sailor Moon viene mostrata come una semplice coppia di amiche, cambiando quindi anche parti della trama.

Tanti, troppi sono stati i cartoni censurati. Tra quelli maggiormente colpiti ci sono È quasi magia Johnny, Rossana, Piccoli problemi di cuore. Seguono poi una sfilza di cartoni che pure hanno subito censure, talvolta eccessive, come Lady Oscar, Sailor Moon, Mila e Shiro, Kiss me Licia. Dal 1997 però esiste un’associazione che si batte contro la censura, l’ADAM (Associazione italiana difesa anime e manga). Inoltre una scorciatoia agli adattamenti che la Rai e la Mediaset adottavano per i cartoni trasmessi era rappresentata da MTV, la quale trasmetteva anime in forma integrale.

Tennis – È ufficiale: Federer salta il Roland Garros

Federer salta tutta la sessione sul rosso, compreso il Roland Garros, e Nadal si conferma campione della terra battuta a Barcellona

Lo svizzera lo ha annunciato poche ora fa: anche quest’anno non sarà presente al Roland Garros. Farà il suo ritorno a Stoccarda, il torneo che apre la stagione sull’erba, in programma dall’11 al 17 giugno, e che prepara il campione al suo Slam preferito, Wimbledon.

Avevamo lasciato lo svizzero a Miami, sconfitto alla prima partita da Kokkinakis, interrompendo la striscia positiva di 17 vittorie consecutive. Aveva deciso quindi di prendersi una pausa e saltare la sessione sulla terra battuta. Un mese dopo ha perso anche la prima posizione in classifica, occupata ora da Nadal. Mancava sapere quando sarebbe tornato. Ora è ufficiale: torna direttamente sull’erba, saltando in blocco tutta la stagione sulla terra rossa, Roland Garros compreso. D’altronde non è il suo Slam preferito, si sa. Ciò non toglie che nutre sempre la speranza di portarne un altro titolo a casa, ma, al momento non è la sua priorità. “Non ho più 25 anni e in questo momento devo risparmiare energia per Wimbledon. Il mio grande sogno è tornare a vincere il Roland Garros, ma, il mio obiettivo a medio termine è vincere Wimbledon”. Lo immaginavamo già e lo svizzero ce lo conferma: la sua preparazione punta all’erba di Wimbledon. Anche Nadal commenta la decisione dell’amico e collega, affermando di capirne le motivazioni e rispettarle (dato anche il fatto che giocare sulla terra rossa è più faticoso fisicamente).

Nel frattempo lo spagnolo sta andando alla grande: ha riacquistato il vertice della classifica, ha vinto per l’undicesima volta il Master1000 di Monte-Carlo e sempre per l’undicesima volta ha portato a casa anche il torneo di Barcellona. Batte così un altro record: 46 set consecutivi vinti sulla terra battuta. Come da tradizione il maiorchino ha festeggiato la vittoria con il suo classico tuffo nella piscina del club. Non potrebbe esserci periodo migliore per lui. Non gli resta che suggellare altri successi a Madrid, Roma e Roland Garros.

Sense8 – esce la data dell’episodio finale

Sembrava impossibile, ma, ce l’abbiamo fatta!

Segnate in agenda l’8 giugno. È questa la data prevista per mandare in onda l’episodio finale della travagliata serie televisiva Sense8. La notizia è stata divulgata nei giorni scorsi, tramite una locandina, sulle pagine ufficiali della Serie e dai vari membri del cast. I sensates stanno tornando!

Insieme fino alla fine. È stato difficile ottenere questo finale, ma, finalmente ce l’abbiamo fatta. La serie delle sorelle Wachowski era stata cancellata da Netflix dopo solo due stagioni, a causa degli elevati costi di produzione, spezzando il cuore di tutti i fan e anche degli attori protagonisti. I primi allora si erano mossi attivamente per ottenere una terza stagione, una continuazione della storia lasciata completamente appesa, con quella suspence da batticuore. Avevano iniziato a condividere foto della serie sui social con gli hashtag #BringbackSense8 o #RenewSense8. Avevano avviato anche una petizione su Change.org per chiedere il rinnovo della terza stagione.  Purtroppo la risposta di Netflix era arrivata come il colpo netto di un boia che smorza ogni speranza: Abbiamo visto le petizioni. Abbiamo letto ogni messaggio […]. Avremmo voluto poter continuare questa avventura. Se ci abbiamo messo tanto a rispondere è perché abbiamo pensato a lungo a come farlo. Ma non è possibile”. L’attore che interpreta Will Gorski, Brian J. Smith, ormai abbattuto, aveva voluto ringraziare di cuore i fan, affermando che essi avevano comunque fatto la differenza. Sembrava non ci fosse più niente da fare quando, a giugno dell’anno scorso, all’improvviso arriva l’annuncio di Netflix sull’uscita dello speciale finale. E ora abbiamo anche una data.

I fan non smettono lo stesso di sognare un’intera terza stagione. I protagonisti hanno dato la loro disponibilità a continuare Sense8; le sorelle Wachowski hanno sempre detto di avere in mente i copioni per ben cinque stagioni; perfino il produttore italiano della serie Malerba ha parlato della possibilità di una continuazione. Egli ha affermato: “Sense8 ha un grandissimo significato a livello umano e personale per tantissima gente. […] Parla di temi sociali attuali molto importanti. […] C’è un bel messaggio in Sense8. L’ho visto nei fan, che sono impazziti”. Ci sono tutte le premesse per mandare avanti questa serie televisiva, ora bisogna solo vedere se la pensa allo stesso modo anche la piattaforma che la trasmette. Intanto abbiamo questo finale. Andrà in onda l’8 giugno alle ore 9:00 in Italia, il titolo dell’episodio sarà “Amor Vincit Omnia” e durerà 151 minuti. Preparate i pop-corn, i fazzoletti and tell your cluster!

Tennis: l’avvio di Monte-Carlo Rolex Masters

È iniziato questa settimana il Monte-Carlo Rolex Masters, un ATP Master 1000 anche conosciuto come Master di Monte-Carlo. È uno dei tornei di tennis più importanti sulla terra battuta, dopo il Roland Garros, insieme a Madrid e Roma. L’anno scorso a trionfare era stato Rafael Nadal, alzando questo trofeo per la decima volta. Quest’anno è pronto a difendere il titolo e a difendere la prima posizione in classifica, riconquistata il 2 aprile – diventando il primo giocatore della storia a diventare numero 1 per cinque volte.

Gli italiani ok: Cecchinato prima vittoria in un Master 1000

Buona la prestazione degli italiani. Fabio Fognini, Andreas Seppi e Matteo Cecchinato sono al secondo turno. Il tennista ligure nonostante non abbia disputato una buona partita, fatta di alti e bassi e nervosismi, è riuscito comunque a portarla a casa. Ha perso però al turno successivo contro Struff. Seppi, che ha dovuto superare le qualificazioni per entrare in tabellone, dopo due ore e tre minuti di lotta, è riuscito a piegare il britannico Kyle Edmund (numero 23 al mondo). È riuscito a conquistare anche la partita di ieri contro Garcia-Lopez, in un’altra grande battaglia. Il palermitano, anche lui reduce dalle qualificazioni, è riuscito a battere Dzhumur incassando il suo primo successo in un Master 1000. Al turno seguente ha perso con Raonic: tra i due c’erano già due precedenti che vedevano il canadese entrambe le volte vincitore. Cecchinato aveva dichiarato: “Nonostante le due sconfitte, sono stati match belli e equilibrati, non mi sento battuto. Quanto a questa partita, all’inizio non trovavo la palla, poi ho pensato solo a rimettere di là più colpi possibili”.

Avanti Thiem, Dimitrov e i fratelli Zverev

Dominic Thiem, numero 7 al mondo e testa di serie numero 5, ha battuto in 3 set Andrey Rublev in una lunga battaglia. L’austriaco, appena rientrato dopo un infortunio alla caviglia, ha dedicato la vittoria alla fidanzata Kiki Mladenovic. Giocherà ora con Djokovic, uscito vincente dallo scontro con Coric. Trionfano anche Dimitrov e i fratelli Zverer. Entrambi in 3 set, Misha supera il francese Pouille mentre Sasha il lussemburghese Muller. Tra gli assenti: Roger Federer, come previsto, del Potro, Anderson, Kyrgios e Wawrinka.

London calling to the faraway towns

Ci sono due tipi di città: quelle belle, ma, il bello si esaurisce sulla strada verso casa, e quelle belle che non vorresti lasciare mai, che hanno sempre qualcosa di nuovo da regalare. Londra appartiene al secondo tipo. Quelle che ti fanno venire voglia di tornarci.

“The city now doth, like a garment, wear

the beauty of the morning, silent, bare

ships, towers, domes, theatres, and temples lie

open unto the fields, and to the sky”

 

(Vista dal London Eye)

Così recita una parte della poesia di William Wordsworth scritta nel 1802, posizionata sul Westminster Bridge e intitolata proprio “Composed upon the Westminster Bridge”. È la descrizione di un panorama che si estende immenso davanti agli occhi e anche la descrizione di un sentimento che si percepisce di fronte a tanta bellezza. Da una parte il London Eye e dall’altra il Big Ben e la House of Parliament. Basta camminare un pò per trovare le classiche cabine telefoniche rosse; per vedere in strada il classico taxi nero e l’autobus rosso a due piani. Basta entrare in uno dei tipici pub per assaggiare un hamburger – purché sia entro le 21 che poi le cucine chiudono – , una birra e  giocare a freccette. Basta guardarsi intorno per sentire il calore di un popolo devoto ad una regina. God save the queen.

From District line to Circle line, from Piccadilly line to Northern line

(Piccadilly Circus)

Tantissimi i quartieri da visitare e tantissime le tradizioni: Piccadilly Circus, Wimbledon, King’s Cross, Bloomsbury, Earl’s Court, il thé nel pomeriggio, il cambio della guardia, il brunch. Piccadilly la sera è un insieme di luci, di voci, di rumori, di clacson, di canzoni, di emozioni. Piccadilly è il punto di ritrovo dei giovani, è la zona dei locali, dei ristoranti aperti anche fino a mezzanotte, dello spettacolo a cielo aperto. Piccadilly è vivace.

(Camden Town)

Al contrario di Earl’s Court, che è silenziosa e ordinata, con la famosa cabina di Doctor Who piazzata davanti la fermata della metro. Earl’s Court è un quartiere discreto, che non ambisce alla vita movimentata, ma, è un piacere per gli occhi e la mente per la sua bellezza e tranquillità. Poi c’è Notting Hill, conosciuta per il film con Julia Roberts e Hugh Grant, che ha fatto sognare tanti ragazzi. Caratterizzata da particolari casette, la “Portobello Road” è ricoperta da mercatini che si estendono per quasi tutte le vie del quartiere. Questa aria un po’ più dimessa, più caotica in mezzo ai fiumi di gente, la si ritrova anche a Camden Town. Qui anche gli odori sono diversi. Cibi speziati ed erba si mischiano nelle narici; mentre le mani si stringono intorno alle borse per evitare scippi improvvisi. È una Londra diversa, ma, affascinante anche essa: come tutte le cose più oscure e difficili che hanno lo charme del mistero.

Londra che emerge in superficie è straordinaria, ma c’è anche un’altra Londra, quella sotterranea, l’Underground – o anche detta The Tube. È la più antica rete metropolitana del mondo e la più estesa d’Europa. Qui è straordinaria la sua efficienza nonostante la complessità. Grazie ad essa è possibile spostarsi da una zona all’altra della city e senza troppe difficoltà.

 

Tennis: Bentornata Vika!

A Miami tira un vento buono, il vento di due grandi ritorni: quello di Victoria Azarenka e Sloane Stephens

Sulla East Coast americana il torneo di tennis, maschile e femminile, procede “a gonfie vele”, e non è solo un modo di dire, perché il vento che si è alzato in questi giorni sta soffiando incessantemente durante i match. Nel femminile vediamo il ritorno di una grande tennista: la bielorussa Victoria Azarenka. La giocatrice, allontanatasi dalle competizioni per dedicare tempo alla sua maternità, era tornata in campo l’anno scorso, dovendo però fermarsi poco dopo a causa della separazione con l’ex compagno Billy McKeague. Ciò ha causato l’avvio di battaglie legali per ottenere la custodia esclusiva del figlio Leo. Secondi i termini della causa, intentata da McKeague, la Azarenka non poteva lasciare lo stato della California. Questa, a causa di un difetto di giurisdizione di Los Angeles, è stata spostata in Bielorussia, così la tennista è tornata finalmente a giocare. Ai quarti di finale del WTA, Vika ha battuto la Pliskova, in una partita tutta dominata dal forte vento. La Ceca, dopo aver concesso dei break importanti, si è arresa con il punteggio di 7/5, 6/3. In semifinale la bielorussa dovrà affrontare Sloane Stephens, con la quale aveva perso nel precedente torneo di Indian Wells. L’americana è reduce anche lei da un periodo buio: dopo la grande vittoria allo Us Open non ne ha più beccata una. Una sconfitta dietro l’altra fino al torneo di Acapulco. Ora sembra aver riacquistato il suo smalto, riuscendo a battere Muguruza e la Kerber (anche se evidentemente stanca dalla maratona con la Wang del giorno prima). Qualunque sia l’esito della semifinale, la Stephens può festeggiare il suo ingresso nella top ten.

Il re fuori dal trono

Roger Federer, dopo la striscia positiva di 17 vittorie consecutive,non sembra essere al suo meglio. Concluso Indian Wells con la sconfitta contro del Potro, a Miami ha perso alla prima partita contro il giovane Kokkinakis. Una partita in cui ha sicuramente sprecato tanto e con la quale ha ceduto la prima posizione in classifica a Rafael Nadal (lo spagnolo intanto ha confermato la sua presenza in Coppa Davis contro la Germania). L’elvetico, subito dopo la sconfitta, ha spiegato in conferenza stampa di volersi prendere dei mesi di recupero e allenamento per riprendere la sua piena forma. Anche quest’anno, quindi, non giocherà la parte di stagione sulla terra rossa e lo vedremo tornare a Wimbledon – per conquistare magari il nono titolo sull’erba.

Tennis: il ritorno di Juan Martin del Potro

L’argentino del Potro si aggiudica il primo Master 1000 della stagione, nonché il primo della sua carriera, battendo il re. Da domani ricominciano le partite per il secondo Master 1000

È iniziata da poco la stagione sul cemento americano e già da domani si avvia il secondo Master 1000 dell’anno, il Miami Open. Non facciamo in tempo a metabolizzare le emozioni di Indian Wells, che si passa dalla West Coast alla East Coast, con il caldo sole della Florida. In mattinata scenderà in campo il serbo Djokovic, seguito nel serale da del Potro e nella giornata di sabato vedremo Federer e l’australiano Nick Kyrgios.

Si interrompe la striscia positiva di re Roger: 17-0.

Torniamo, però, ora, in California per parlare del BNP Paribas Open, anche detto Indian Wells Master 1000. Si è concluso domenica con la vittoria di Juan Martin del Potro su Roger Federer. Questa, per l’argentino, è stata la prima vittoria in carriera di un Master 1000. Del Potro che finalmente sembra aver superato il brutto periodo, costellato dai tanti infortuni al polso sinistro, è tornato a giocare ad alti livelli (che ci ricordano molto la sua vittoria allo Us Open nel 2009). Ha giocato bene per tutto il torneo e arrivato in finale non ha ceduto neanche per un attimo. Roger Federer d’altro canto ci ha messo un pò del suo: non è stato impeccabile, anzi, il suo avvio di partita è stato lento e in seguito non ha saputo sfruttare i tre match point avuti a disposizione. A tratti nervoso, a tratti troppo falloso, il suo tennis in finale non è bastato contro il ritmo elevatissimo dell’argentino. Lo svizzero, che ha 36 anni, stava battendo un altro record: questo era il suo miglior avvio di stagione, diciassette vittorie di fila. La striscia si è interrotta, ma, l’elvetico non ha preso troppo male la sconfitta: ha postato una foto con il suo avversario congratulandosi. “What a battle today. Congrats on a fantastic tournament and match”. Alla fine della partita il pensiero di del Potro è andato al suo cane, Cesar, morto da poco e al quale ha dedicato la grande vittoria.

Beyoncé e Jay-Z tornano in tour: annunciate due date in Italia

La notizia è ufficiale: questo 2018 vedrà l’On The Run II e arriverà anche a Milano e a Roma

Dopo giorni di chiacchiere e rumors finalmente arriva la notizia ufficiale sull’account instagram di Queen B e su youtube: la coppia Jay-Z/Beyoncé tornerà in tour insieme, dopo quattro anni dall’ultima volta. Ancora una volta sul palco insieme per l’On The Run II Tour. Quattro anni prima non c’era stata nemmeno una data in Italia, quest’anno, per la prima volta, le date sono due e sono Milano (6 luglio) e Roma (8 luglio). Ieri mattina sono iniziate le vendite dei biglietti per gli iscritti al fan club di Beyoncé e gli iscritti a Tidel (piattaforma musicale gestita da Jay-Z). Per gli iscritti a MyLiveNation vedranno l’inizio della vendita dei biglietti domani dalle ore 10.00 fino alle 17.00 di sabato 17. La messa in vendita generale partirà invece alle ore 10.00 di lunedì 19 marzo in tutti i punti vendita autorizzati.

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La prima volta in Italia per Jay-Z è stata nel 2003, mentre Beyoncé registrava la sua ultima presenza a luglio del 2016. Non poteva esserci ritorno migliore se non in compagnia del rapper.

Tante sono le canzoni insieme: Crazy in love (singolo di debutto della pop star nel 2003, che riscosse subito un incredibile successo, e una delle canzoni più coverizzate nell’ultimo decennio), Deja-vu (che ha guadagnato due nomination ai Grammy Awards del 2007), Upgrade U, Bonnie And Clyde,  Drunk in love (che ai Grammy Awards del 2015 ha vinto nelle categorie “miglior canzone R&B” e “miglior performance R&B”)… Tanti sono anche gli anni di attività di entrambe le star, tante tantissime le emozioni che sanno regalare sul palco, attraverso la loro musica. Tanti i momenti superati: i presunti tradimenti di lui, poi diventati pubblici; Lemonade, uno degli album più maturi della cantante, con i suoi sfoghi, le sue accuse, le gelosie e l’assoluzione; 4:44 con le scuse prontamente arrivate da lui. E come dopo ogni tempesta, il sereno: la nascita dei gemelli a metà del 2017 e ora questo tour.

Bonnie e Clyde sono di nuovo pronti a fare scintille!

Norwegian Wood: il romanzo più introspettivo e realista di Murakami

Ci sono libri che ti entrano dentro e ci restano per lungo tempo, se non per sempre. Libri da cui non puoi staccarti, che ti rapiscono, non ti lasciano neanche il tempo di mangiare e ti fanno abbandonare completamente l’idea di uscire di casa. Hai solo voglia di continuare a leggere. Per me uno di questi è Norwegian Wood.

«Isn’t it good Norwegian wood?»

Già prima di questa pubblicazione Murakami è uno degli scrittori più conosciuti e apprezzati in Giappone. Un autore di spicco della seconda metà degli anni Settanta che, con la sua cifra stilistica, tende ad uscire dalla tradizione. Riferimenti alla cultura occidentale, l’immaginazione, personaggi surreali, dualismo tra realtà e irrealtà e una malinconia di sottofondo che si insinua. Arrivato al quinto romanzo però Murakami coglie tutti di sorpresa: Norwegian Wood si discosta dal binario percorso fino a questo momento e ciò che ne risulta è un romanzo realistico, sentimentale e nostalgico (con una rievocazione degli anni sessanta e numerosi riferimenti musicali, a partire dal titolo). È la storia di un giovane che, ormai trentasettenne, ripercorre, con un flashback, la sua adolescenza tra il 1968 e il 1970, quando il Giappone vedeva scoppiare le rivolte studentesche. Il protagonista si chiama Watanabe Toru: è un ragazzo con una sua morale, che si sente lontano dai rivoluzionari che lo circondano, che si distanzia da tutto ciò che sente falso e per questo tende ad isolarsi. Il suo libro preferito è Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald e sarà proprio questo a procurargli la conoscenza di Nagasawa, ragazzo sfrontato e facoltoso, che lo porterà a perdere parte della sua ingenuità. Si divide fra due ragazze: Naoko, ragazza cupa e difficile, con alcune fragilità, per la quale inizia a provare dei sentimenti forti e Midori, giovane spontanea, un pò l’antitesi dell’altra, che, nonostante le difficoltà che la colpiscono, mostra sempre uno slancio vitale e lo attira a sé. Watanabe è al centro e, continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare, nel suo percorso di crescita e di dolore dovrà alla fine fare delle scelte. Scelte che molto spesso non hanno a che fare solo con la vita, ma, anche con la morte. Quest’ultima è uno dei fili conduttori del libro, una condizione con la quale Toru dovrà trovarsi a fare i conti:

«La morte non è l’opposto della vita, ma una sua parte integrante.»

Tanti i riferimenti letterari – Fitzgerald, Dickens, Thomas Mann – e tanti anche quelli musicali: Beatles, Bob Dylan, Stevie Wonder, Henry Mancini, Bach… Il titolo stesso riprende una canzone dei Beatles. Inizialmente per il suo libro Murakami pensa a Il giardino sotto la pioggia, in omaggio a una sonata di Debussy, e successivamente a Norwegian Wood, come tributo a uno dei più celebri brani del gruppo inglese. Tributo alla nostalgia verso un passato ormai lontano, ma, per certi versi ancora vivo, anche per chi non l’ha vissuto. Naoko, attratta da questa canzone per le sue sonorità malinconiche, dichiara che è la sua preferita e quando chiede che gliela suonino la sua non è una richiesta, ma una preghiera.

«Quando sento questa canzone a volte divento tremendamente triste, non so perché ma ho la sensazione di vagare in una foresta profonda. Come se fossi da sola, al freddo e al buio, e nessuno venisse ad aiutarmi. Per questo, se non glielo chiedo io espressamente, Reiko evita di suonarla.» (Naoko)

Norwegian Wood riscuote subito un grande successo e in poco tempo vende più di tre milioni e mezzo di copie. Questo romanzo ti tiene incollato fino alla fine, non tanto per la trama, quanto per una sensazione e un’emozione continua che suscita. In una continua oscillazione tra la vita e la morte, Murakami descrive la realtà indagando i sentimenti umani, con un sottofondo caratterizzato dalla malinconia e dalla solitudine. Dopo quest’opera la sfera sentimentale si insinua  negli scritti di Murakami e l’elemento umano diventa una parte fondamentale all’interno della cornice fantastica.

Tennis: Re Federer di nuovo numero 1 e la Kvitova rientra nella top ten

Federer compie un altro miracolo e Kvitova torna a splendere

“King Roger” ce l’ha fatta ancora. Ha segnato un altro record scrivendo di nuovo la storia del tennis. A trentasei anni e sei mesi è ancora una volta il numero uno al mondo. Cinque anni e mezzo dopo è tornato in vetta alla classifica mondiale ed è il più anziano giocatore a primeggiare nel circuito maschile (l’ultimo a riuscire nell’impresa era stato André Agassi a trentatre anni). Federer ha compiuto il miracolo all’ATP 500 di Rotterdam con la vittoria ai quarti di finale. Ha poi sconfitto l’italiano Seppi in semifinale e il bielorusso Grigor Dimitrov in meno di un’ora (55′), aggiudicandosi quindi anche il torneo (97esimo titolo della sua carriera). Che dire? è lui la storia del tennis. In questo sport ce ne sono stati tanti di giocatori straordinari e rimarranno straordinari per molto altro tempo ancora, ma, lo svizzero lo sarà per sempre. Roger Federer è come il vino, più invecchia e più migliora.

Veniamo alle donne. Finalmente Kvitova torna in grande stile dopo quel brutto incidente che l’aveva vista coinvolta alla fine del 2016. Un ladro, introdottosi in casa sua, le aveva reciso i tendini della mano e lacerato le dita della mano sinistra, proprio quella dominante. Petra, però, non ha mai mollato e dopo una lunga riabilitazione e grazie ad un grande coraggio è tornata a giocare ed anche ad alti livelli. La due volte vincitrice di Wimbledon nelle ultime tre settimane ha portato a casa tredici vittorie consecutive: ha vinto due tornei di fila (San Pietroburgo e Doha) e ha vinto in Fed Cup. Con questi trionfi la ceca è così rientrata nella top ten. La Kvitova sembra tornare ai suoi splendori, non ci resta che sperare per lei un’altra grande vittoria negli slam.