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Pillole di politica estera – settimana XIV

I principali avvenimenti di politica estera della XIV° settimana dell’anno

Niger, alt alla missione

La tanto controversa missione in Niger dell’esercito italiano, approvata durante la scorsa legislatura, si trova ad un punto inaspettato. La resistenza della popolazione locale, alla presenza straniera, hanno convinto il presidente nigerino Mahamadou Issoufou a richiedere un rallentamento nello spiegamento delle truppe. Adesso bisognerà decidere se ritirare il contingente di 40 unità già presenti sul territorio. I militari erano arrivati nell’area per preparare la base per le nostre truppe, ma al momento risultano confinati all’interno della base USA.

Continuano gli scontri nella striscia di Gaza

La settimana di Pasqua, non ha visto diminuire le tensioni nell’area di Gaza, le proteste continuano. Quella di cui parliamo è la più importante manifestazione organizzata dai palestinesi negli ultimi anni. Iniziata in concomitanza con la pasqua ebraica, terminerà il 18 Maggio giorno della nascita d’Israele. Quella che nei piani degli organizzatori doveva essere una manifestazione pacifica è rapidamente degenerata in scontri con l’esercito d’Israele, causando migliaia di ferite e una decina di morti.

Scontro Dazi Cina-Stati Uniti

Il presidente Donald Trump, ha deciso d’imporre dazi alla Cina dal valore di oltre 100 miliardi di dollari. In risposta il governo di Pechino ha minacciato di tassare i prodotti importati da dagli Stati Uniti, soprattutto soia ed aerei entrambi prodotti negli stati che nelle scorse elezioni hanno supportato il presidente. Questa potrebbe essere un ottima arma in mano alla Cina perché le elezioni di metà mandato sono alle porte.

L’ex-presidente brasiliano Lula in carcere

Questa settimana il tribunale supremo brasiliano ha rigettato la richiesta di habeas corpus presentata da Lula, il quale ora dovrà scontare in galera la pena di 12 anni per corruzione e riciclaggio. L’ex- presidente per evitare l’incarcerazione si è rifugiato presso la sede del sindacato degli operai dove era politicamente cresciuto. Dopo essersi rifiutato di consegnarsi alle autorità, per partecipare alla messa in ricordo della moglie, l’ex-presidente Lula si è nuovamente rifugiato nel sindacato. Dopo alcune ore Lula nel della notte si è consegnato alle autorità, per essere trasferito in carcere.

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