Attualità

La decisione su EMA

Quando il sistema Italia funzionò

Ieri il Consiglio degli affari generali UE, dopo l’ultima votazione finita in pareggio, ha deciso d’assegnare EMA (European Medicines Agency) tramite sorteggio. La vincitrice è stata Amsterdam.

Cos’è EMA

EMA è l’agenzia comunitaria dell’Unione europea per la valutazione dei medicinali. Fu istituita per ridurre i costi che le aziende farmaceutiche dovevano sostenere per l’approvazione dei propri prodotti, da parte delle agenzie dei singoli paesi. Altro obiettivo era di ridurre le barriere protezionistiche dei singoli stati, attuate attraverso difficoltà burocratiche.

I candidati

Per quest’agenzia, le candidature erano circa 19, tra cui: Milano, Amsterdam, Copenaghen e Bratislava. Milano era la candidata col dossier tecnico giudicato migliore, Amsterdam poteva puntare sull’assenza di agenzie europee in Olanda. Copenaghen era la preferita dai dipendenti EMA, per standard di vita e opportunità di lavoro per i familiari. Bratislava era supportata dai paesi dell’Est Europa, nessuno dei quali possiede agenzie europee.

Il metodo di votazione

Il voto avviene al massimo in tre scrutini: al primo turno ogni ministro degli Affari Europei indicherà tre paesi. Nel caso in cui non ci sia un paese con almeno 14 ministri su 27 favorevoli, si procederà a una seconda tornata in cui saranno indicati due stati. Qualora non si raggiunga la soglia dei 14, si andrà alla terza votazione. In quest’ultima ci sarà la possibilità di scegliere solo uno tra i due paesi più votati. Se neanche con l’ultima votazione si raggiunge il quorum, la scelta avviene tramite sorteggio.

La scelta

Milano è stata in testa nelle prime due votazioni, seguita da Amsterdam. L’astensione del delegato slovacco, come protesta per non aver passato il primo turno, ha mandato in tilt le votazioni. Alla terza Milano e Amsterdam era a pari merito (13 a 13), questo ha portato a un sorteggio, in cui Milano è stata sfortunata.

La mancata opportunità

La mancata assegnazione a Milano dell’Agenzia, non ha permesso alla città di diventare la capitale europea dei farmaci, un settore in cui l’Italia è in crescita (le esportazioni quest’anno valgono 21 miliardi). Chi ci perde è anche la Lombardia, testa di serie dell’industria farmaceutica Europea. Il danno non è solo d’immagine, non si trasferiranno a Milano 900 dipendenti, con un budget di 300 milioni tutto da spendere sul territorio. Si è calcolato che l’Agenzia attiri ogni anno circa 40000 addetti ai lavori, tra convention e procedure burocratiche, con evidenti ricadute sul settore alberghiero e della ristorazione.

Conclusioni

Una volta tanto il sistema Italia aveva dimostrato di funzionare in maniera efficiente, un coordinamento tra comune, regione e stato centrale ci aveva permesso d’essere la prima scelta. Questo ci sia di lezione, per evitare il ripetersi di situazioni, imbarazzanti, come per l’acquisizione dei cantieri STX da parte di Fincantieri. Gli attori italiani si mossero in solitaria, contro il blocco unitario dei nostri cugini d’oltralpe, ottenendo scarsi risultati. Se il Sistema d’ora in poi lavorerà in sinergia, come in quest’occasione, non c’è dubbio che riusciremo a farci valere a livello internazionale. Abbiamo trovato il metodo che funziona, ora ci manca solo un’altra occasione.

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