Cultura

Russia, 1917: la rivoluzione d’ottobre che portava alla conseguente nascita dell’Unione Sovietica

Cento anni fa la rivoluzione russa ribaltava per sempre il sistema zarista portando inizialmente alla formazione della Repubblica socialista federativa sovietica russa e, nel 1922, in seguito alla guerra civile, alla formazione dell’Unione Sovietica.

All’inizio del ventesimo secolo la qualità della vita nelle campagne russe era bassa e le sempre più frequenti manifestazioni degli operai indebolivano il regime. Il popolo protestava pacificamente per chiedere la riduzione dell’orario di lavoro a otto ore, il salario minimo giornaliero e la convocazione di un’assemblea costituente. In una di queste proteste, avvenuta il 9 gennaio del 1905, gli scioperanti si recarono davanti al Palazzo d’Inverno, convinti che lo Zar sarebbe venuto loro incontro, e per tutta risposta le truppe imperiali fecero fuoco sulla folla uccidendo centinaia di persone. Viene ricordata come la domenica di sangue. Lo sdegno suscitato da questo episodio aumentava le manifestazioni di protesta e i socialdemocratici, divisi in due fazioni (bolscevichi e menscevichi), tentavano di porsi a capo dei moti popolari. A Mosca nascevano anche i Soviet, consigli di operai e lavoratori, e il tradizionale sistema di potere autocritico andava mostrando sempre più le proprie debolezze.

Dalla rivoluzione di febbraio alla rivoluzione d’ottobre

Nel 1914 la Russia scendeva in campo nella prima guerra mondiale schierata con l’Intesa. Dopo iniziali successi, si era manifestata l’arretratezza economica del paese e le gravi condizioni di vita. Il malumore dilagava tra il popolo e il rapporto con l’autocrazia era sempre più compromesso, così, nel 1917, avviene la rivoluzione di febbraio che porta alla deposizione dello zar Nicola II e alla formazione di un governo provvisorio (composto per lo più da menscevichi). Nel paese c’erano ora due poteri: quello del governo provvisorio e quello dei Soviet (che comprendevano i bolscevichi). Quando Lenin tornò dall’esilio suggerì di trasformare la rivoluzione borghese di febbraio in una rivoluzione proletaria. Così nell’ottobre dello stesso anno i bolscevichi occupavano i punti nevralgici della capitale e davano vita alla rivoluzione d’ottobre. La vittoria dei bolscevichi portava al rovesciamento del governo provvisorio e alla nascita della Repubblica socialista federativa sovietica russa. In seguito alla rivoluzione d’ottobre scoppiava una guerra civile combattuta dai bolscevichi, che costituivano l’Armata Rossa, contro vari gruppi controrivoluzionari, i quali costituivano l’Armata Bianca, appoggiata anche dal Regno Unito, Stati Uniti e Francia. Il conflitto, protrattosi fino al 1922, fu vinto dall’Armata Rossa che instaurò il potere su tutto il territorio della nascente Unione Sovietica.

Nel frattempo, nel 1918, la Russia si era ritirata dalla prima guerra mondiale e aveva firmato la pace di Brest-Litovsk con la Germania accettando di perdere la Finlandia, l’Ucraina, la Polonia e i paesi baltici.

Oggi, a distanza di cento anni da quella rivoluzione d’ottobre, non c’è più l’Unione Sovietica, scioltasi ufficialmente il 26 dicembre 1991. Era composta da quindici repubbliche socialistiche, di cui la più estesa era la Repubblica socialista federativa sovietica russa, e dopo il suo scioglimento le quindici repubbliche sovietiche sono diventate stati indipendenti. Nasce così la Federazione russa.

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