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Uomini e no

“Uomini e no” romanzo di Elio Vittorini scritto nel 1944 e pubblicato nel 1945, è uno dei primi romanzi della Resistenza italiana. Il protagonista è Enne2, capo dei partigiani a Milano; di lui non vengono raccontate solo le imprese partigiane, ma anche le vicende amorose con Berta, donna sposata, restia a lasciare il marito e legarsi a lui. Il romanzo ci mostra come ad ogni azione partigiana seguisse subito una rappresaglia tedesca. Durante una di queste azioni Enne2 viene identificato e viene messa una taglia su di lui. I suoi compagni decidono di fuggire, egli, invece, decide di restare spinto da un senso del dovere e da una sofferenza personale. Il suo obiettivo è quello di uccidere il capo dei fascisti: riesce nell’impresa, ma per farlo sacrifica la sua di vita. La storia si conclude con un giovane operaio, che aveva avvertito Enne2 dell’arrivo dei fascisti, e al quale Enne2 aveva chiesto di lottare contro i tedeschi, ma il giovane nel momento in cui dovrebbe uccidere il soldato tedesco, non ci riesce rivedendosi negli occhi della vittima.

Da un lato questo romanzo rientra nel neorealismo, corrente letteraria di quegli anni, per il contenuto tematico e l’ambientazione storica, dall’altro si discosta da questa, soprattutto in quei capitoli scritti in corsivo che denotano uno stile più elaborato. Il libro è composto da 136 brevi capitoli, di cui 23 scritti in corsivo con uno stile differente e in cui sono contenute le riflessioni dell’autore che discorre con Enne2. Questi 23 capitoli rallentano la narrazione, che scorre veloce a causa della presenza dei dialoghi, e la commentano. In generale lo stile è chiaro e immediato, con l’uso di alcune parole straniere nelle scene in cui sono presenti dei tedeschi, per rendere tutto più realistico.

“Chi aveva colpito non poteva colpire di più nel segno. In una bambina e in un vecchio, in due ragazzi di quindici anni, in una donna, in un’altra donna: questo era il modo migliore di colpir l’uomo. Colpirlo dove l’uomo era più debole, dove aveva l’infanzia, dove aveva la vecchiaia, dove aveva la sua costola staccata e il cuore scoperto: dov’era più uomo.”

Il titolo dell’opera non sta tanto ad indicare la differenza tra chi si comporta da uomo e chi no, piuttosto sta ad evidenziare la componente umana e la componente bestiale che coesistono in una persona. Il romanzo quindi è anche un’analisi della natura umana, oltre che avere un valore esistenziale e politico. Enne2 combatte per il suo paese e vedendo nel suo nemico una figura da distruggere. Tutto questo viene superato alla fine dal giovane operaio che, riconoscendosi negli occhi del soldato tedesco, riconosce la stessa umanità. Questo indica una nuova speranza dopo gli orrori della guerra: la speranza di una solidarietà che possa spezzare tutte le differenze che dividono gli uomini.

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