Musica, Spettacolo

Il Modena Park di Vasco Rossi

Grande festa il primo luglio per festeggiare a Modena i quarant’anni di carriera di Vasco Rossi. Quarant’anni di successi, concerti sold out e 30 album pubblicati dal 1977 ad oggi (di cui 17 in studio, 9 dal vivo e 4 raccolte ufficiali). Modena Park non è un semplice concerto. È la celebrazione di un’artista che nella sua lunga gavetta è partito proprio da quella città.

Vasco Rossi nasce a Zocca nel 1952 e il nome glielo aveva dato il padre in omaggio ad un compagno di prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale. La sua prima esibizione è al concorso Usignolo d’Oro a Modena, a soli 10 anni, che vincerà con il punteggio massimo. Continua da lì la sua scalata musicale: a 14 anni aveva messo su la sua prima band, poco dopo scriveva già canzoni e nel 1975 aveva fondato una delle prime radio libere d’Italia, “Punto Radio”, grazie anche alla partecipazione di Gaetano Curreri. Con quest’ultimo nascerà anche un profondo rapporto di amicizia e collaborazione, che li porterà a scrivere testi insieme. Sarà Curreri a spronare Vasco nell’incisione dei suoi primi dischi. Vasco che nel mentre lascia la facoltà di Economia e inizia a frequentare Pedagogia. Proprio dalle letture complesse che affronterà qui, vari testi di filosofia e psicanalisi, tirerà fuori le strofe che ritroviamo nelle sue canzoni.

Il 1977 è l’anno del suo primo 45 giri “Jenny/Silvia” e l’anno successivo è l’anno del suo primo album “…Ma cosa vuoi che sia una canzone…”. Seguirà l’anno dopo “Non siamo mica gli americani” con la traccia “Albachiara”, che verrà scoperta anni dopo dal pubblico, divenendo uno dei suoi maggiori successi. Nel 1979 muore il padre e sarà per Vasco un grande shock, tanto da pensare di abbandonare la musica. Ma nel 1980 uscirà “Colpa d’Alfredo”, censurato da alcune radio, e inizierà una collaborazione anche con la “Steve Rogers Band” con la quale organizzerà anche il suo primo tour ufficiale. Vasco Rossi era molto legato a Massimo Riva, frontman della Steve Rogers Band, che morirà nel 1999 in seguito ad una crisi respiratoria dopo un’iniezione di eroina. Da allora Vasco lo ricorderà in ogni suo concerto dedicandogli “Canzone”.

“Nessuno, nessuno muore mai completamente. Qualche cosa di lui rimane sempre vivo dentro di noi. Viva Massimo Riva!”

Sarà con il quarto album che finalmente arriverà il successo, “Siamo solo noi”, che ad oggi è considerato ancora uno dei suoi migliori lavori. Nel 1992 c’è la prima partecipazione a Sanremo con “Vado al Massimo”. Alla fine dell’esibizione si infilò il microfono nella tasca con l’intenzione di consegnarlo al concorrente successivo, ma, il filo era troppo corto così il microfono volò a terra creando un boato enorme in sala. Fece scalpore e tutti pensarono ad un gesto di ribellione nei confronti del festival. Arrivò ultimo. L’anno dopo tornò di nuovo con “Vita spericolata” ma questa volta non arrivò ultimo. Penultimo. Non importa, Vasco sarebbe comunque diventato una delle più grandi rock star in Italia. In grado di riempire San Siro e l’Olimpico, di emozionare i suoi fans con testi del calibro di “Anima Fragile”, “Sally”, “Toffee”, “Jenny è pazza”, “La nostra relazione”, “Va bene, va bene così” e tanti tanti altri ancora.

Il primo luglio Vasco riempirà il Modena Park con 220.000 persone andando in onda anche in Rai e in oltre 150 sale cinematografiche. Portando una scaletta di quaranta canzoni. Che Vasco piace è un fatto. Che può non piacere sono gusti. Comunque sia ci saranno ragazzi e generazioni intere che continueranno ad ascoltare i suoi cd, indossare le magliette dei concerti e ad inneggiare al Blasco.

 

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